Amnesty a Commsione Ue: proteggere diritti migranti -3-

red/Mgi

Roma, 18 dic. (askanews) - Negli ultimi giorni, lungo il percorso dal confine dell'Evros verso l'interno della Grecia, sei persone sono morte di ipotermia, evidenziando l'urgente bisogno di proteggere coloro che intraprendono questo tragitto sempre più pericoloso. Il governo greco, tuttavia, non sta facendo niente per aiutarle. Al contrario, dichiara di voler sigillare le frontiere, anche attraverso l'installazione di sistemi di sorveglianza per scoraggiare l'attraversamento del confine. Amnesty International teme che queste ulteriori misure repressive abbandoneranno ancora una volta a sé stesse persone che hanno bisogno di percorsi legali e sicuri d'ingresso.

Nel frattempo nei Balcani occidentali la polizia della Croazia continua a respingere violentemente le persone che cercano di entrare nell'Unione europea attraverso i suoi confini, provocando una crescente crisi umanitaria in Bosnia ed Erzegovina. Nonostante le schiaccianti prove sull'operato illegale e violento della polizia di Zagabria, la Commissione europea ha chiuso gli occhi e ha raccomandato che la Croazia acceda all'accordo di Schengen.

Nella prima settimana di dicembre, è iniziato uno sciopero della fame dei migranti e dei rifugiati del campo di Vucjak. Prima che ne venisse annunciata la chiusura, quasi 800 persone vivevano in una tendopoli situata su terreni contaminati di una discarica senza acqua corrente e privi di servizi igienico-sanitari e fonti di riscaldamento adeguate. Circa 3000 degli 8000 migranti e rifugiati che si trovano in Bosnia non riescono a trovare un posto nei campi, a causa del sovraffollamento, e dormono a cielo aperto affrontando temperature sotto zero. Altre migliaia di persone vivono altrove nella regione, come in Serbia, in condizioni di permanente incertezza. (Segue)