Amnesty: decreti sicurezza devastanti, ghettizzazione e povertà

Sav/Gci

Roma, 22 gen. (askanews) - Con il taglio dei finanziamenti per i piccoli e i grandi centri dedicati alla prima accoglienza dei migranti, effetto dei decreti sicurezza varati dall'ex ministro dell'Interno Matteo Salvini, "i servizi per l'inclusione non rientrano più tra le spese sostenibili. L'assistenza sanitaria alla persona viene fortemente ridimensionata, con un crollo delle prestazioni minime richieste e del personale deputato al loro svolgimento: i Centri di accoglienza collettiva subiscono un taglio dei finanziamenti pro die pro capite fino al 28 per cento, da 35 euro a 25,25 euro per le strutture in grado di accogliere tra i 51 e i 300 richiedenti asilo, mentre ancora più penalizzata risulta l'accoglienza diffusa con tagli fino al 39 per cento". È l'allarme lanciato da Amnesty International Italia, evidenziato nel corso della presentazione del briefing "I sommersi dell'accoglienza", curato dal ricercatore e sociologo Marco Omizzolo.

Secondo l'associazione i decreti sicurezza "hanno peggiorato il sistema di accoglienza in Italia e stanno generando ghettizzazione e povertà, sia economica sia sociale. Una situazione da non sottovalutare perché sta provocando l'aumento di vittime dello sfruttamento lavorativo e delle attività criminali, come dimostrano i processi aperti. Le nuove misure che escludono i richiedenti asilo dal sistema dell'accoglienza e l'abolizione della protezione umanitaria, oltre a complicare i processi di inclusione, privano molte persone di uno status legale favorendo di fatto la creazione di un contesto in cui diminuiscono le tutele e aumenta il rischio di marginalità sociale ed economica".

Amnesty International Italia chiede in particolare al governo di applicare modifiche urgenti alla normativa vigente in materia di protezione internazionale e immigrazione: assicurare a tutte le persone che entrano in Italia l'esercizio reale del diritto fondamentale a chiedere protezione ed accoglienza; adottare misure per impedire ai beneficiari di protezione umanitaria di perdere il proprio status per evitare che precipitino in condizioni di marginalità e sfruttamento e divenire così preda di organizzazioni criminali. Allo stesso tempo si deve garantire la regolarizzazione per coloro che sono finiti in condizioni di illegalità per via degli effetti del cosiddetto Decreto sicurezza; consentire la registrazione anagrafica anche ai richiedenti asilo. Una misura determinante per garantire i diritti umani dei migranti; ristabilire servizi professionali nell'ambito del processo di accoglienza allo scopo di fornire percorsi di inclusione sociale ed economica reali e qualificati a tutti i richiedenti asilo e beneficiari.(Segue)