Amnesty denuncia allevamenti illegali nell'Amazzonia -4-

Mgi
·1 minuto per la lettura

Roma, 15 lug. (askanews) - Secondo i dati del governo, i territori nativi in Amazzonia hanno perso 497 km di foresta pluviale tra agosto del 2018 e luglio del 2019, un incremento del 91 per cento rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Violazioni dei diritti umani in tre aree protette In occasione delle sue ricerche, Amnesty International ha visitato tre aree: il territorio nativo Uru-Eu-Wau-Wau e le riserve di Rio Jacy-Paran e Rio Ouro Preto, tutte situate nello stato di Rondnia. L'organizzazione non ha trovato alcuna prova che indicasse il diretto coinvolgimento di JBS nelle violazioni dei diritti umani nelle tre aree visitate. Tuttavia, in tutte e tre le zone, le ultime acquisizioni illegali di terre hanno portato a una perdita di terre tradizionali, protette dalle normative brasiliane. I diritti alla terra nativa sono protetti dal diritto umanitario internazionale. In queste tre aree l'allevamento di bestiame per fini commerciali vietato dalla legge. (Segue)