Amnesty: a due anni da esodo rohingya, ancora nessuno paga -2-

Red

Roma, 22 ago. (askanews) - Nel maggio 2019 Amnesty International ha denunciato nuovi crimini di guerra da parte delle forze armate di Myanmar. A seguito di una serie di attacchi contro posti di controllo della polizia da parte dell'Esercito dell'Arakan, un gruppo armato su base etnica che agisce nello stato di Rakhine, l'esercito ha lanciato una serie di operazioni militari in cui ha commesso uccisioni e ferimenti di civili, esecuzioni extragiudiziali, arresti arbitrari, torture e sparizioni forzate.

Mentre sui rohingya rifugiatisi in Bangladesh pende la minaccia del rimpatrio, Amnesty International ha sottolineato che lo stato di Rakhine rimane insicuro anche per il fatto che i responsabili delle atrocità continuano a evadere la giustizia.

'Le recenti proposte congiunte di Bangladesh e Myanmar di rimpatriare migliaia di rohingya hanno seminato il panico nei campi che ospitano i rifugiati. Il ricordo degli omicidi, degli stupri e degli incendi dei villaggi è ancora fresco. L'esercito di Myanmar, tutt'altro che pentito, continua a tenere saldo il potere. Lo stato di Rakhine è insicuro per chiunque fosse costretto a ritornarvi', ha dichiarato Nicholas Bequelin, direttore di Amnesty International per l'Asia orientale e sudorientale.(Segue)