Amnesty: a due anni da esodo rohingya, ancora nessuno paga -6-

Red

Roma, 22 ago. (askanews) - Dopo aver sottoscritto un accordo già nel novembre 2017, a piu' riprese i governi di Bangladesh e Myanmar hanno annunciato l'avvio dei rimpatri dei rifugiati rohingya. Nel novembre 2018 solo le proteste internazionali per la mancata consultazione dei rohingya e l'indisponibilità delle autorità di Myanmar a garantire un ambiente sicuro per i rifugiati hanno fatto annullare un piano di rientri.

Il 15 agosto i due governi hanno annunciato un nuovo piano che riguarderebbe 3540 rifugiati rohingya. Le autorità del Bangladesh hanno dichiarato che i ritorni avverranno solo se saranno sicuri, su base volontaria e in condizioni dignitose ma ancora una volta i rohingya non sono stati adeguatamente consultati. Inoltre, l'impunità garantita ai responsabili delle atrocità e il mancato smantellamento del sistema di apartheid significano che i ritorni non possono essere né sicuri né dignitosi.(Segue)