Amnesty: a due anni da esodo rohingya, ancora nessuno paga -8-

Red

Roma, 22 ago. (askanews) - Il 27 settembre 2018 il Consiglio Onu dei diritti umani ha adottato una risoluzione per creare un meccanismo di accertamento delle responsabilità in grado di raccogliere e conservare prove dei crimini di diritto internazionale commessi in Myanmar. Alcuni singoli stati e l'Unione europea hanno adottato sanzioni mirate contro ufficiali dell'esercito e la procura del Tribunale penale internazionale ha chiesto di aprire un'indagine sui crimini di competenza dello stesso Tribunale commessi contro i rohingya a partire dall'ottobre 2016.

Amnesty International ha apprezzato queste azioni ma continua a chiedere che la situazione del Myanmar sia interamente deferita al Tribunale penale internazionale per indagareái crimini commessi contro i rohingya così come quelli ai danni di altre minoranze etniche negli stati di Kachin, Rakhine e Shan.

'La situazione per i rohingya e per le altre minoranze etniche di Myanmar non migliorerà mai se i militari non saranno chiamati a rispondere alla giustizia dei loro efferati crimini. La risposta umanitaria per aiutare i rohingya a ricostruire le loro vite deve andare di pari passo con gli sforzi per punire i responsabili. In passato la comunità internazionale ha ripetutamente tradito i rohingya. Non può farlo di nuovo', ha concluso Bequelin.