Amnesty: a due anni da esodo rohingya, ancora nessuno paga -7-

Red

Roma, 22 ago. (askanews) - 'Per i rohingya rimasti in patria, lo stato di Rakhine non è altro che una prigione a cielo aperto. Le autorità di Myanmar non hanno fatto praticamente nulla per cambiare la situazione e infatti continuano a rendersi responsabili di crimini contro l'umanità. I donatori internazionali e i governi regionali devono assicurare che non faciliteranno i crimini in atto e premeranno invece su Myanmar per ripristinare i diritti dei rohingya, compresi quelli di cittadinanza', ha sottolineato Bequelin.

'Chiediamo alla comunità internazionale di cooperare col Bangladesh per aiutare i rifugiati rohingya a ricostruire le loro vite in condizioni dignitose. Nessuna decisione sul loro futuro dovrebbe essere presa senza consultarli in modo adeguato', ha sottolineato Bequelin.

Purtroppo proprio la comunità internazionale continua a non essere all'altezza.(Segue)