Amnesty: la pandemia di Covid-19 ha amplificato le disuguaglianze

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Roma, 7 apr. (askanews) – La pandemia di Covid-19 ha amplificato la disuguaglianze. Lo afferma la nuova segretaria generale di Amnesty International e attivista francese, Agnès Callamard, parlando del rapporto annuale dell’organizzazione per i diritti umani per il 2020.

“La pandemia di Covid-19 ha messo in luce e amplificato le disuguaglianze, la discriminazione e la repressione. Amplificato, perché? Perché le vittime del Covid sono persone che sono state perseguitate dalle scelte politiche, dalle politiche pubbliche per molti anni”.

La pandemia ha evidenziato la mancanza di investimenti nei sistemi pubblici e in particolare nei sistemi sanitari – ha proseguito – la pandemia ha evidenziato il fatto che le vittime, in particolare le persone che sono morte, erano tra i più vulnerabili, i gruppi più vulnerabili: gli anziani nelle case di riposo, le minoranze etniche che non hanno ricevuto lo stesso tipo di cure per molti anni”.

“Il Covid ha inoltre permesso a diversi Stati nel mondo, direi la grande maggioranza dei governi, a usare, sfruttare la pandemia per scopi repressivi e per consolidare il loro potere. Lo abbiamo visto in Brasile, dove le violenze della polizia sono aumentate, lo abbiamo visto in Nicaragua, abbiamo visto lo stesso fenomeno da altre parti forse, negli Paesi del Golfo”.

“Ciò che il Covid ha permesso è la normalizzazione delle misure emergenziali o stati di emergenza, come il fenomeno della sorveglianza, l’aumento dei poteri della polizia. La più grande preoccupazione di Amnesty international è vedere l’estensione di quello che abbiamo già visto nel nome dell’anti-terrorismo, che è, la normalizzazione di misure eccezionali”.