Amnesty: Ue si impegni a favore dei difensori dei diritti umani -3-

red/Mgi

Roma, 25 set. (askanews) - Mancanza di una strategia Amnesty International ha analizzato in che modo vengono attuate le Linee guida dell'Unione europea per la protezione dei difensori dei diritti umani in cinque paesi: Arabia Saudita, Burundi, Cina, Honduras e Russia.

Le attiviste e gli attivisti per i diritti umani di ogni parte del mondo sono perfettamente in grado di testimoniare quanto il sostegno dell'Unione europea possa essere utile per il loro lavoro e per la loro stessa vita e, ugualmente, quanto la mancanza di una strategia possa compromettere l'azione dell'Unione europea.

Amnesty International ha riscontrato profonde differenze nel modo in cui l'Unione europea e i suoi stati membri si comportano nei confronti dei difensori dei diritti umani di quei cinque paesi.

Le crescenti restrizioni che stanno soffocando la società civile in Arabia Saudita non ricevono una chiara risposta da parte dell'Unione europea, che quasi mai prende posizione in favore dei difensori dei diritti umani che operano nel paese. Invece, nonostante le complicate relazioni esistenti, nei confronti della Cina l'Unione europea usa molto di più la diplomazia pubblica per esprimere preoccupazione su difensori dei diritti umani che rischiano persecuzioni, arresti arbitrari e torture.

"Queste incoerenze minano la credibilità e l'efficacia a livello globale della politica dell'Unione europea sui difensori dei diritti umani. In un periodo in cui le donne, le persone Lgbti, i nativi e coloro che lavorano in difesa della terra, dei territori e dell'ambiente sono particolarmente a rischio, è più urgente che mai che l'Unione europea agisca a sostegno di coloro che hanno il coraggio di difendere i diritti umani", ha sottolineato Geddie.

"Troppo spesso l'Unione europea viene meno alle aspettative quando si tratta di difendere giornalisti, avvocati, operatori sanitari, educatori e attivisti che si occupano dei diritti di tutti noi", ha commentato Geddie. (Segue)