Amnesty: Ue si impegni a favore dei difensori dei diritti umani -4-

red/Mgi

Roma, 25 set. (askanews) - La flebile reazione dell'Unione europea di fronte ai rischi sempre maggiori che corrono i difensori dei diritti umani si estrinseca nell'assenza di dichiarazioni pubbliche o nella loro inadeguatezza rispetto alla gravità delle situazioni affrontate dai difensori dei diritti umani. Spesso i comunicati dell'Unione europea non vengono tradotti nelle lingue locali o condivisi sui social media.

Eppure, quando l'Unione europea agisce, la differenza la fa.

In due casi emblematici di difensori dei diritti umani della Russia, Oyub Titiev e Valentina Cherevatenko, sotto processo per accuse inesistenti, l'azione ad alto livello, coerente e coordinata dell'Unione europea e degli stati membri ha contribuito alla riduzione della condanna in un caso e al ritiro delle accuse nell'altro.

Di segno opposto è stato il comportamento nei confronti di un difensore dei diritti umani dell'Arabia Saudita, Mohammed al-Otaibi, vittima di rimpatrio forzato dal Qatar pur avendo ottenuto un visto per motivi umanitari dalla Norvegia.

L'impatto positivo dell'impegno dell'Unione europea Il 30 agosto 2019, nel corso del vertice dei ministri degli Esteri dell'Unione europea di Helsinki, alcune difensore dei diritti umani hanno incontrato l'Alta rappresentante Mogherini e gli stessi ministri degli Esteri degli stati membri. (Segue)