Amnesty: Ue si impegni a favore dei difensori dei diritti umani -5-

red/Mgi

Roma, 25 set. (askanews) - Una delle partecipanti, l'ugandese Memory Bandera Rwampawanyi, ha affermato: "La mia organizzazione lavora a diretto contatto con l'Unione europea e siamo davvero grati per il suo sostegno, sia finanziario che tecnico, ai difensori dei diritti umani dell'Africa orientale e del Corno d'Africa. Ma ho avuto anche modo di vedere i doppi vincoli che legano l'Unione europea quando sono in gioco questioni economiche o altri interessi vitali. È importante che l'Unione europea continui il suo lavoro ma deve farsi guidare da persone esperte nel campo della difesa dei diritti umani".

Per quanto riguarda Burundi e Honduras, Amnesty International ha messo in luce una serie di sfide complesse che i difensori dei diritti umani locali sono costretti ad affrontare. La maggior parte dei difensori dei diritti umani del Burundi sono in carcere o in esilio, mentre quelli dell'Honduras che si occupano di terra, territorio e ambiente sono particolarmente presi di mira.

Il rapporto di Amnesty International ha identificato una serie di buone e innovative prassi con cui l'Unione europea sostiene i difensori dei diritti umani in questi e altri paesi, ma purtroppo non sono sistematizzate né condivise.

"L'Unione europea e gli stati membri hanno bisogno di un approccio più strategico e chiaro per sostenere e proteggere persone a rischio perché difendono i diritti umani. Un buon inizio sarebbe l'affermazione dei ministri degli Esteri, attraverso le Conclusioni del Consiglio dei ministri degli Esteri, del loro impegno a proteggere i difensori dei diritti umani e a promuovere la loro azione", ha concluso Geddie.