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Le tempistiche di Mattarella: ecco il calendario istituzionale che porterà al nuovo governo

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Sergio Mattarella (Foto Paolo Giandotti/Ufficio Stampa Quirinale/LaPresse)

Per la politica italiana marzo sarà un mese di appuntamenti serrati. Non solo per i vari partiti riusciti a farsi eleggere e in cerca di una maggioranza o semplicemente di accordi, ma pure per il nostro Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, arrivato oggi al 3° anno del suo mandato.

Mattarella ha il difficile compito di aiutare i partiti eletti a formare una maggioranza; un compito che non è facile perché ogni partito (nessuno escluso) sta facendo calcoli di convenienza per avere ragione degli altri e portare a casa una legislatura che già da oggi si preannuncia risicata a livello di numeri. Mattarella potrebbe inoltre avere il guaio di annunciare un governo tecnico o un governo del Presidente, cosa che potrebbe determinare una caduta in popolarità (seppur ingiusta, perché non è certo responsabile della situazione attuale).

Quali saranno dunque le prossime tappe del calendario istituzionale?

Venerdì 23 marzo

Il nuovo Parlamento si riunirà per la prima volta e procederà all’elezione dei presidenti di Camera e Senato. L’Assemblea di Montecitorio è presieduta, nella prima seduta all’apertura di ogni legislatura, dal più anziano per elezione tra i Vicepresidenti della legislatura precedente. Quando nessuno di essi sia presente, si risale ai Vicepresidenti delle legislature anteriori. Di conseguenza dovrebbe toccare a Roberto Giachetti del Partito Democratico.

La prima seduta dell’Assemblea del Senato, e fino all’elezione del nuovo Presidente, è presieduta provvisoriamente dal più anziano di età. Il ruolo di dirigere i lavori dell’Aula di palazzo Madama dovrebbe spettare al senatore a vita Giorgio Napolitano (92 anni). Dopo di lui ci sono la neo senatrice a vita Liliana Segre (87 anni), Carlo Rubbia (83 anni).

Alla Camera nel primo scrutinio è richiesta la maggioranza dei due terzi dei componenti, nel secondo e nel terzo la maggioranza dei due terzi dei voti, dal quarto in poi la maggioranza assoluta dei voti. I primi tre scrutini dovrebbero tenersi tutti nella prima giornata, quindi da sabato 24 marzo sarà sufficiente la maggioranza assoluta dei voti.

Il Senato procede alla elezione del Presidente con votazione a scrutinio segreto. Viene eletto chi raggiunge la maggioranza assoluta dei voti dei componenti del Senato. Qualora non si raggiunga questa maggioranza neanche con un secondo scrutinio, si procede nel giorno successivo (sabato 24 marzo) a una terza votazione nella quale è sufficiente la maggioranza assoluta dei voti dei presenti (comprese le schede bianche). Se nella terza votazione nessuno avesse riportato detta maggioranza, il Senato procederebbe nello stesso giorno al ballottaggio fra i due candidati con il maggior numero di voti al precedente scrutinio. A parità di voti è eletto o entra in ballottaggio il più anziano di età.

Per arrivare alle elezioni dei Presidenti servirà aver già avviato delle trattative, visto che non c’è una maggioranza chiara.

Sabato 24 marzo

In questo giorno, nel caso non ci fossero ancora i nomi dei presidenti di Camera e Senato, ci saranno le ultime votazioni e/o ballottaggi come sopra descritto.

Entro il 25 marzo

Vanno comunicati al segretario generale di Montecitorio i gruppi parlamentari ai quali si vuole appartenere.

Entro il 27 marzo

Entro questa data il presidente della Camera convoca i deputati appartenenti a ciascun gruppo e quelli da iscrivere nel gruppo Misto. Tali gruppi eleggono i propri presidenti, vicepresidenti e comitati direttivi.

Seconda seduta delle Camere

La data della seconda seduta della Camera e del Senato viene fissata una volta eletti i nuovi presidenti. In questa sessione vengono eletti i membri dell’Ufficio di presidenza, che è composto da quattro vicepresidenti, tre Questori e otto segretari.

Consultazioni

Dopo l’elezione dei Presidenti e la formazione dei gruppi, Mattarella potrà avviare le consultazioni; nel frattempo Paolo Gentiloni salirà al colle a dare dimissioni formali. Le consultazioni non sono normate dalla Costituzione, ma sono una prassi. Solitamente si comincia con i presidenti delle Camere e con gli ex presidenti della Repubblica (il solo Giorgio Napolitano).

Poi saliranno al Quirinale i rappresentanti dei gruppi parlamentari, che potranno decidere di avere in delegazione anche il leader del partito. Non c’è un ordine prestabilito e non fa alcuna differenza. La durata delle consultazioni? Solitamente due giorni. Se alla fine del primo giro di consultazioni non si arriva all’individuazione di una maggioranza, allora Mattarella potrebbe indicare un ‘esploratore’ che farà un giro di sondaggi con gli altri partiti, oppure convocare altre consultazioni

In caso di maggioranza

Il presidente della Repubblica convocherà la personalità indicata dalle forze politiche e gli conferirà l’incarico, che potrà essere pieno o con alcune condizioni.

Nuovo Governo e giuramento

Una volta accettato l’incarico e sciolto la riserva, il nominato premier formerà il governo stilando la lista dei ministri, da proporre al Colle. Se il Presidente della Repubblica non avrà riserve, entro poche ore presidente del Consiglio e ministri giureranno nel salone delle Feste al Quirinale.

Cerimonia della campanella e primo consiglio dei ministri

I componenti dell’esecutivo, una volta prestato giuramento al Quirinale, scenderanno a palazzo Chigi dove si terrà la cerimonia della campanella, cioè il passaggio di consegne con il premier uscente. In seguito avverrà la prima riunione del Consiglio dei ministri che servirà a nominare il sottosegretario alla presidenza del Consiglio.

Fiducia al governo dal Parlamento

Si dovrà chiedere la fiducia prima al Senato e poi alla Camera. Una volta ottenuta il governo potrà cominciare a lavorare ufficialmente.

Reazioni

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