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Oscar, i discorsi di ringraziamento più imbarazzanti di sempre

MTT
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Sarà l’emozione. Eh sì perché vincere una statuetta non è mica una cosa che capita tutti i giorni. Però, si sa, l’emozione può giocare anche brutti scherzi e capita, quindi, che il discorso di ringraziamento per l’Oscar diventi un monologo imbarazzante, costellato da gaffe. Chissà se alla cerimonia del 3 marzo, per gli Oscar 2018, capiterà qualche altro discorso come questi sotto.

Angelina Jolie

(Getty)

Nel 2000, quando ha vinto la statuetta per la miglior attrice non protagonista, Angelina Jolie ha esordito: “Sono scioccata e così innamorata di mio fratello. Mi ha appena detto che mi ama e che è così felice per me”, con tanto di bacio appassionato con il fratello, James Haven.

Julia Roberts

(Getty)

Forse uno dei più lunghi discorsi della storia degli Oscar: più di cinque minuti di parlato, per festeggiare la statuetta vinta grazie a Erin Brockovich. Ringrazia tutti, colleghi, attori, registi. Proprio tutti ma non la vera Erin Brockovich che ha ispirato il film.

Hilary Swank

Nel 2000 anche lei si dimentica di ringraziare qualcuno per il premio ricevuto: non nomina il marito. Rimedia cinque anni più tardi, nel 2005, ma poi i due si sono separati l’anno seguente.

Adrien Brody

Nel 2003 per “Il Pianista” vince il premio come miglior attore. Come festeggiare? Sale sul palco e bacia in maniera travolgente la presentatrice, Halle Berry.

Sally Field

E’ diventata tra le più famose citazioni in un discorso degli Oscar: “You like me!”. Nel 1985 la Field vince l’Oscar come migliore attrice  per il suo ruolo in Places in The Heart e commenta con un “You like me!”.

Anne Hathaway

(YouTube)

Sale sul palco nel 2013, ritira l’Oscar come migliore attrice protagonista. Prima di iniziare il discorso stringe la statuetta tra le mani e dice: “Si è avverato”. Forse il sogno di vincere un premio?

James Cameron

(Getty)

Il suo Titanic nel 1997 fa incetta di riconoscimenti alla notte degli Oscar e lui forse si monta po’ la testa, urlando al microfono: “Sono il re del mondo!”.

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