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Papa denuncia: "Le messe in suffragio dei defunti non si pagano"

Maria Elena Ribezzo
LaPresse

Papa denuncia: "Le messe in suffragio dei defunti non si pagano"

Papa Francesco nel consueto appuntamento del mercoledì con i fedeli

La messa in suffragio dei defunti non si paga. È stato chiaro Papa Francesco, denunciando un mercato che da Nord a Sud del Paese non conosce fine: "Non dovete pagare niente per far dire la messa, non si paga: è il sacrificio di Cristo, che è gratuito". Al massimo, dice, si può "fare un'offerta". "Nessuno e niente è dimenticato nella Preghiera eucaristica", sottolinea Bergoglio durante l'udienza generale.

Agli 11mila fedeli presenti in Aula Paolo VI, il Papa ha spiegato la scelta del concilio di "usare la lingua che la gente capisce". Citando l'ordinamento generale del Messale romano ha spiegato che "il significato di questa Preghiera è che tutta l'assemblea dei fedeli si unisca con Cristo nel magnificare le grandi opere di Dio e nell'offrire il sacrificio. Per unirsi deve capire e per questo questa celebrazione la Chiesa ha voluto farla nella lingua che la gente capisce, per unirsi a questa lode".

Nella preghiera eucaristica "la Chiesa esprime ciò che essa compie quando celebra l'Eucaristia e il motivo per cui la celebra, ossia fare comunione con Cristo realmente presente nel pane e nel vino consacrati", ha proseguito il Papa. "La Preghiera eucaristica chiede a Dio di raccogliere tutti i suoi figli nella perfezione dell'amore, in unione con il Papa e il Vescovo, menzionati per nome, segno che celebriamo in comunione con la Chiesa universale e con la Chiesa particolare", ha detto il Papa. Dopo la catechesi il Papa ha ricordato che venerdì celebrerà la liturgia penitenziale per la tradizionale '24 Ore per il Signore' e non ha dimenticato le paralimpiadi coreane che si aprono tra due giorni: "Tra due giorni si apriranno i Giochi Paralimpici Invernali nella città di PyeongChang, in Corea del Sud, che ha ospitato recentemente le Olimpiadi. Queste hanno mostrato come lo sport può tendere ponti tra paesi in conflitto e dare un valido contributo a prospettive di pace tra i popoli. I Giochi Paralimpici, ancora di più, attestano che attraverso lo sport si possono superare le proprie disabilità. Gli atleti e le atlete paralimpici sono per tutti esempio di coraggio, di costanza, di tenacia nel non lasciarsi vincere dai limiti. Lo sport appare così una grande scuola di inclusione, ma anche di ispirazione per la propria vita e di impegno a trasformare la società. Rivolgo il mio saluto al Comitato Paralimpico Internazionale, agli atleti e alle atlete, alle Autorità e al popolo coreano. Assicuro la mia preghiera perché questo evento possa favorire giorni di pace e di gioia per tutti". Bergoglio ha chiuso scherzando con i fedeli a colpi di ovazione: "Ho un dubbio, non so chi siano i più rumorosi: gli italiani, i 'portoghesi' brasiliani o gli americani ispanoparlanti? Grazie per il vostro rumore!". 

 

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