ANALISI - Carenza di personale qualificato in Sud Italia potrebbe ostacolare rilancio economia

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Men beg on the street in Naples

di Crispian Balmer e Angelo Amante

BARI (Reuters) - I sindaci dell'Italia meridionale dovrebbero gioire all'idea di miliardi di euro in arrivo dal Recovery fund Ue, ma la carenza di lavoratori con esperienza nella gestione dei progetti potrebbe rendere loro difficile sfruttare appieno il programma.

L'Italia dovrebbe ricevere 191,5 miliardi di euro in aiuti a fondo perduto e in prestiti dai complessivi 750 miliardi di euro del recovery nel corso di cinque anni, maggior beneficiario tra i 27 stati membri Ue.

Il Piano nazionale di ripresa e resilienza - concentrato sulla transizione ecologica, sulla digitalizzazione, sull'educazione e sulle infrastrutture sostenibili - potrebbe aiutare a modernizzare l'economia italiana attraverso migliaia di progetti, in particolare nel meridione.

"Rappresenta un'opportunità unica e straordinaria per noi", ha detto Antonio Decaro, sindaco di Bari, durante un roadshow organizzato dal governo per promuovere il programma.

"Ma per non perdere questa opportunità, abbiamo urgentemente bisogno di persone qualificate per far partire questi progetti", ha aggiunto.

Altri sindaci hanno segnalato a loro volta una carenza di personale qualificato per programmare, gestire e monitorare i progetti desiderati.

Leoluca Orlando, sindaco di Palermo, ha detto di avere solo un dirigente tecnico autorizzato a siglare le proposte per progetti Ue, mentre Gaetano Manfredi, sindaco di Napoli, ha detto di non averne a disposizione.

"È una situazione assurda", ha detto Orlando a Reuters.

Il Sud ammonta a poco più del 30% della popolazione italiana e a poco più del 20% del Pil nazionale, e il divario con il Centro e Nord Italia continua a crescere. Per colmare queste lacune, le regioni meridionali riceveranno il 40% dei fondi Ue stanziati per l'Italia.

Anni di austerity nei bilanci, in seguito alla crisi finanziaria del 2008, hanno ostacolato ulteriormente le già indebitate amministrazioni meridionali, costringendole a tagli del personale.

In base a uno studio di Bankitalia, il numero di lavoratori nel settore pubblico in Sud Italia è diminuito del 27,8% tra il 2008-2018, contro con un calo del 18,5% nel Nord, che tradizionalmente gode di una migliore gestione delle proprie risorse.

DECLINO ACCELERATO

La scarsità di personale qualificato si sta già facendo sentire.

Ad ottobre, tutte le 31 proposte frettolosamente avanzate dalla Sicilia per progetti d'irrigazione nelle campagne sono state respinte, poiché non rispettavano gli impegnativi criteri fissati dalla Ue.

Antonino Scilla, assessore dell'agricoltura per la Sicilia, ha detto a Reuters che le strette scadenze in parte hanno ostacolato la procedura, anche se la regione soffre a causa di una generale mancanza d'esperienza.

"La Sicilia ha delle lacune. Ha bisogno di personale qualificato ... Serve un cambio generazionale. L'età media degli impiegati (pubblici) qui è sui 60 anni, abbiamo bisogno di trentenni e neo laureati", ha detto.

Per decenni il Mezzogiorno è rimasto indietro rispetto al resto del paese, ma il divario si è allargato in questo secolo.

Nel Sud, il Pil pro capite è inferiore di circa il 40% rispetto al Centro-Nord, mentre la disoccupazione si aggira al 16,7% a differenza del tasso del 6,1% rilevato al Nord. La disoccupazione giovanile è al 43,3%, in contrasto con il 20,8%.

Il governo si augura che i fondi Ue spingeranno il Pil italiano più in alto del 3,6% entro il 2026, e prevede grandi passi in avanti per il Sud.

Tuttavia, Bruxelles ha espresso seri dubbi in merito, dati i pessimi precedenti storici nelle spese dei tradizionali fondi strutturali.

"La questione del ruolo degli enti locali nell'attuazione del Pnrr è un punto di criticità potenziale se non già effettivo", ha detto Marco Buti, capo di gabinetto del commissario europeo agli Affari economici sotto Paolo Gentiloni.

"Se si guarda soprattutto al sud del paese la progettazione è un collo di bottiglia naturale", ha detto questa settimana durante una visita in Italia, in riferimento alla mancanza di manager con molta esperienza.

ATTRARRE TALENTI

Al momento, Bari conta 1.800 lavoratori nel settore pubblico, circa 1.000 in meno alle proiezioni per il personale statale della città, mentre il sindaco di Napoli Manfredi ritiene che il capoluogo campano necessita di almeno 1.000 impiegati in più per sfruttare appieno i fondi Ue a disposizione.

"Siamo consci che ci sono competenze scarse", ha detto il ministro dell'Innovazione Vittorio Colao ai dignitari e agli imprenditori presenti al Teatro Piccini di Bari, prima tappa del tour nazionale per il Pnrr.

"Come ministero, possiamo aiutare solo parzialmente, ma è impossibile pensare che possiamo fare tutto ... ma io spero che ci siano delle aggregazioni, le società regionali possono sicuramente essere aggregate, i grandi comuni possono essere enti aggregati", ha aggiunto Colao.

Roberto Garofoli, sottosegretario alla presidenza e a capo dell'implementazione dei piani di ripresa nazionali, ha detto al pubblico barese che saranno inviati piccoli team da diverse agenzie statali per aiutare nella gestione dei progetti.

Il governo ha anche promesso di assumere 2.800 persone in Sud Italia, per lavorare sui programmi proposti.

Tuttavia, il primo concorso ha visto solo 800 domande da lavoratori qualificati, con molti professionisti irritati dal salario di circa 1.500 euro al mese con contratti a breve termine, poco attraente considerando le qualifiche richieste dalla posizione.

Il governo quindi rivedrà i termini dei contratti.

"La preoccupazione dell'affanno della macchina amministrativa è una preoccupazione che noi condividiamo", ha detto Garofoli. "Il problema che abbiamo ereditato non dal vecchio governo, ma da decenni di razionalizzazione della spesa è un problema enorme che non si risolve in pochi giorni e neanche in pochi mesi", ha aggiunto.

(Tradotto a Danzica da Enrico Sciacovelli, in Redazione a Milano Sabina Suzzi)

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