ANALISI - Crisi politica in Italia mette a nudo criticità scudo anti-spread Bce

Il presidente del Consiglio Mario Draghi a Schloss Elmau, in Germania

di Francesco Canepa

FRANCOFORTE (Reuters) - La crisi di governo in Italia sta di fatto complicando il delicato progetto concepito dalla Bce a sostegno dei Paesi più indebitati della zona euro prima ancora che veda la luce.

In uno sforzo senza precedenti di tenere sotto controllo i costi di finanziamento, la Bce ha detto il mese scorso che avrebbe comprato più titoli di Stato di un determinato Paese se i redimenti fossero saliti troppo, in modo indesiderato.

Il programma, che prevede l'utilizzo dei proventi dei titoli attualmente in mano a Francoforte ma anche un nuovo strumento che verrà illustrato la settimana prossima, è la risposta al recente balzo dei tassi nell'Europa meridionale.

Il movimento si è fatto sentire con particolare recrudescenza in Italia, soprattutto perché gli investitori prezzano un rallentamento della crescita e l'impatto di tassi di interesse più alti sul debito da 2.500 miliardi di euro che grava su Roma.

Ma il recente picco dei rendimenti dei Btp e l'allargamento dello spread sulla controparte tedesca è stato difficile da interpretare dato che i mercati scontano anche i timori per la crisi di governo apertasi ieri in Italia.

E questo fa sì che la Bce si trovi nella difficile posizione di stabilire quale parte di questo allargamento sia "ingiustificata" o in alternativa di rinunciare agli acquisti di titoli italiani.

La decisione ha conseguenze legali dato che un intervento nel bel mezzo di una crisi politica aggiungerebbe frecce nella faretra di chi ha accusato la Bce, attraverso le sue transazioni sui mercati, di violare la legge facendosi coinvolgere dalla politica.

Queste critiche - assieme alle cause legali nei confronti del programma di acquisto titoli - hanno avuto un ruolo di primo piano in Germania.

Il presidente della Bundesbank Joachim Nagel ha espresso di recente le proprie preoccupazioni affermando che determinare se un premio al rischio sia giustificato o no è "di fatto impossibile" e che i prezzi di mercato dovrebbero essere considerati equi fino a prova contraria.

"L'allargamento dello spread si deve al fatto che il mercato sta rivalutando le prospettive di bilancio e quelle per le riforme, pertanto prima che si conosca il nuovo esecutivo è difficile dire che è ingiustificato", osserva Dirk Schumacher, economista di Natixis.

SPREAD VOLATILI

La Bce sta acquistando titoli di Stato italiani, spagnoli, portoghesi e greci grazie a parte dei proventi dei reinvestimenti dei titoli tedeschi, francesi e olandesi nel tentativo di tenere sotto controllo gli spread tra i vari Paesi.

Sta inoltre lavorando a un nuovo programma che le permetta di acquistare altre obbligazioni sovrane dai Paesi dell'Europa meridionale utilizzando denaro di nuovo conio che possa essere compensato dal drenaggio di liquidità attraverso le 'reverse auction' o i certificati di deposito.

In entrambi i casi, gli acquisti possono essere attivati solo se quella che Francoforte definisce la frammentazione finanziaria tra diversi Paesi sia considerata ingiustificata.

Quando la Bce ha annunciato il programma lo scorso 15 giugno, lo spread su Bund a 10 anni aveva toccato il massimo di due anni a 250 punti base per poi scendere a 186 punti.

Attualmente vale 222 punti mentre gli investitori cercano di capire se Draghi riuscirà a restare in carica o se si andrà a nuove elezioni, dalle quali secondo i sondaggi potrebbe uscire vincitore 'Fratelli d'Italia'.

Ciò pone anche la questione di quali aumenti potrebbero essere considerati giustificati o meno in futuro.

"La Bce non interverrà e non dovrebbe intervenire su quanto sta accadendo in Italia", ha dichiarato Frederick Ducrozet, economista di Pictet, aggiungendo che potrebbe lasciare che lo spread salga a 300 punti base senza intervenire.

VINCOLI

Ma il nuovo programma non sarà privo di vincoli che puntano a scongiurare nuove cause legali per dimostrare che la Bce non sta semplicemente correndo in aiuto dei Paesi indebitati.

Secondo quanto riferito da alcune fonti a Reuters, i Paesi dovranno rispettare le raccomandazioni economiche della Commissione Ue e i termini previsti dal recovery fund europeo, e la Bce, la Commissione e l''European Stability Mechanism' devono poter definire sostenibile il loro debito.

Alla luce di quanto sta accadendo in queste ore in Italia, queste condizioni potrebbero rivelarsi fondamentali per far sì che il programma sia attuabile.

"Potrebbero dire all'Italia: spetta a te scegliere, o sei europeo o non lo sei", aggiunge Ducrozet.

Con la recessione alle porte dell'Europa nel caso in cui la Russia chiudesse i rubinetti del gas questo autunno, altri pensano che la Bce non dovrebbe usare il pugno di ferro.

"L'Europa non può permettersi un'altra crisi in questa situazione", ragiona l'economista di Ing Carsten Brzeski.

"Questo significa che la Bce deve apparire ancor più determinata a intervenire e significa anche condizioni più morbide sul nuovo strumento".

Nel 2018, la Bce non è intervenuta quando lo spread è aumentato dopo la formazione di quello che allora era visto come un governo populista ed euroscettico.

Ma ora è più difficile separare le preoccupazioni per l'aumento dei tassi da quelle per la politica.

(Versione italiana Sara Rossi, editing Sabina Suzzi)

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