ANALISI-Da vaccino 'chiave' a fanalino di coda: J&J fa fatica in Europa

·4 minuto per la lettura
Una fiala che riporta la scritta "Vaccino contro il Covid-19 Johnson&Johnson"

di Francesco Guarascio e Emilio Parodi e Matthias Blamont

BRUXELLES (Reuters) - Al culmine della crisi delle forniture di vaccini in Europa a marzo, il siero anticovid della Johnson&Johnson a dose singola era stato presentato come quello che avrebbe segnato il cambio di passo. Ma a due mesi dal suo lancio è il meno utilizzato dei quattro vaccini approvati.

Problemi di approvvigionamento, preoccupazioni per la sicurezza, migliori consegne dei vaccini rivali e strategie di inoculazione dei Paesi hanno contribuito a frenarne la diffusione.

Nonostante il chiaro vantaggio del vaccino J&J di non richiedere un richiamo, l'Unione europea ha somministrato solo circa la metà delle dosi consegnate - un livello molto più basso di qualsiasi altro vaccino anticovid, compreso quello di AstraZeneca, che è stato anche caratterizzato da problemi di fornitura e sicurezza.

Questa è una cattiva notizia per J&J, e solleva anche domande sull'efficienza della campagna di inoculazione Ue, dato che l'autorità del farmaco dell'Unione insiste sul fatto che l'iniezione può salvare vite umane.

I problemi di fornitura in particolare hanno spinto Bruxelles a non considerare un'opzione per ordinare 100 milioni di dosi aggiuntive del vaccino J&J, e non ha ancora deciso se esercitare una seconda opzione per altri 100 milioni di dosi che scade alla fine di giugno.

Fonti Ue riferiscono che, se ordinate, le dosi extra saranno molto probabilmente donate a Paesi fuori dal blocco.

GRANDI SPERANZE

Tre mesi fa, la situazione era molto diversa.

"Una singola dose di vaccino può fare la differenza nella velocità di diffusione", ha detto il commissario UE per la salute Stella Kyriakides l'11 marzo, il giorno in cui il vaccino della J&J è stato approvato per l'uso nell'Unione.

In quel momento, l'unità di vaccinazione del blocco era in difficoltà, soprattutto a causa dei tagli nelle forniture previste da AstraZeneca. E l'iniezione J&J, inizialmente prevista per l'inizio di aprile, era vista come cruciale per premere l'acceleratore sulla campagna di vaccinazione.

Nonostante un ritardo di due settimane nel lancio, Bruxelles restava ottimista. "Il vaccino accelererà massicciamente il ritmo nella Ue", ha detto il 12 aprile Peter Liese, portavoce su questioni sanitarie del gruppo del Ppe aall'Europarlamento.

Ma due mesi dopo, solo circa 12 milioni di dosi sono state consegnate alla Ue sui 55 milioni previsti per la fine di giugno. Problemi di produzione al subappaltatore di J&J, Emergent, hanno portato Bruxelles a rifiutare circa 20 milioni di dosi questo mese, e il blocco non si aspetta che J&J raggiunga gli obiettivi di consegna.

Delle dosi fornite, circa la metà - o circa sei milioni - sono state somministrate, secondo i dati del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC), il livello più basso dei quattro vaccini autorizzati dall'Agenzia europea dei medicinali (EMA).

In confronto, a partire da martedì, oltre il 90% dei circa 250 milioni di vaccini spediti da Pfizer e dal suo partner BioNTech sono stati somministrati, e quasi l'85% degli oltre 30 milioni di dosi di Moderna sono stati utilizzati.

Circa il 75% dei quasi 70 milioni di dosi consegnate da AstraZeneca sono state iniettate in Ue.

In Francia, il secondo paese più popoloso dell'UE, l'assorbimento del vaccino della J&J è stato la metà della media del blocco - solo il 22% delle dosi consegnate a metà giugno, ha detto un funzionario del ministero della sanità francese, mentre I tassi di utilizzo per le dosi di Pfizer e Moderna erano ben oltre l'80%, e oltre il 60% per AstraZeneca.

Il divario è ancora più sorprendente se si considera che lo stock di questi vaccini a due dosi deve essere gestito attentamente per garantire che una seconda iniezione sia disponibile entro l'intervallo prescritto. Tali precauzioni non sono necessarie per il vaccino monodose J&J.

Un portavoce della Commissione europea ha preferito non commentare il basso tasso di utilizzo, pur aggiungendo che la Commissione e i governi sono "per il momento ovviamente delusi dal numero di consegne, ma sperano che aumentino nel tempo".

J&J ha ripetutamente detto che consegnerà i 200 milioni di dosi ordinate dalla Ue, ma non ha espresso commenti sull'obiettivo del secondo trimestre e sul basso utilizzo del suo siero.

(Tradotto in redazione a Danzica da Michela Piersimoni, in redazione a a Roma Francesca Piscioneri, michela.piersimoni@thomsonreuters.com, +48 587696616)

Il nostro obiettivo è creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano entrare in contatto per condividere interessi e passioni. Per migliorare l’esperienza della nostra community, sospendiamo temporaneamente i commenti sugli articoli