ANALISI-Draghi favorito per il Quirinale, ma incognite su futuro se lascia governo

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Il presidente del Consiglio Mario Draghi a Roma

di Angelo Amante

ROMA (Reuters) - Il presidente del Consiglio Mario Draghi, a Palazzo Chigi da febbraio, ha stabilizzato il quadro politico e sta guidando la ripresa economica del Paese dopo la pandemia, ma la fine del suo esecutivo conseguente a una sua elezione a presidente della Repubblica porterebbe con sé parecchie incognite.

Il Parlamento si riunirà a fine gennaio per eleggere il nuovo capo dello stato, e l'ex presidente Bce è il favorito come successore di Sergio Mattarella, che ha lasciato intendere di non volere un secondo mandato.

Tuttavia, il transito al Colle dell'attuale premier potrebbe allarmare i mercati, che vedono Draghi come la persona migliore per gestire gli oltre 200 miliardi di euro del Recovery Fund, considerato cruciale per il futuro dell'Italia.

L'ascesa di Draghi al Quirinale potrebbe anche creare nuovi disordini nella politica e frenare gli sforzi per il varo di riforme attese da tempo e legate ai finanziamenti europei e contenute nel Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr).

Secondo gli analisti, l'attuale governo avrebbe bisogno di almeno un altro anno per continuare il programma di misure concordato con Bruxelles e la legislatura arriverà alla sua naturale scadenza nei primi mesi del 2023.

Per questo motivo, l'Italia e Draghi sono alle prese con un grosso dilemma. Il premier è più utile nel suo attuale ruolo o è meglio che venga eletto capo dello stato fino al 2029?

Il presidente dura sette anni, un periodo molto lungo, ed è l'elemento di equilibrio del sistema in caso di crisi dei partiti ed è il garante degli accordi internazionali", ha detto Giovanni Orsina, politologo e professore dell'università LUISS di Roma.

"Poiché i partiti sono in crisi, e col PNRR il rapporto fra l'Italia è l'Europa sarà particolarmente importante, quella nei prossimi sette anni sarà la poltrona cruciale.

VOTO SEGRETO

Non ci sono candidati ufficiali per le elezioni presidenziali e le votazioni avvengono in segreto, dando ai parlamentari l'opzione di ignorare qualsiasi mandato da parte dei leader del partito.

Dato il suo background a capo della Bce e di Bankitalia, Draghi possedeva un raro prestigio anche prima di essere chiamato a prendere le redini di un governo d'unità nazionale durante la pandemia, e molti leader politici hanno appoggiato pubblicamente la sua promozione a presidente.

Finora Draghi non ha risposto alle domande in merito al suo interesse per l'incarico -- un silenzio che è stato interpretato nel senso che Draghi non rifiuterebbe la posizione più prestigiosa se gli venisse offerta.

Anche se la gestione politica resta saldamente in mano al presidente del Consiglio e ai suoi ministri, alcuni politici hanno suggerito che i ruoli tradizionali potrebbero essere modificati informalmente per permettere a Draghi di continuare a guidare l'economia, anche dal Quirinale.

"Draghi diventerebbe De Gaulle," ha detto il ministro dell'Industria Giancarlo Giorgetti a fine settembre, riferendosi al passaggio "de facto" da una forma parlamentare a un semi-presidenzialismo, sul modello di quello francese.

Secondo i critici, una simile estensione dei poteri presidenziali violerebbe la costituzione italiana.

Il ministro dell'Economia Daniele Franco, un tecnico senza affiliazioni di partito, sarebbe il potenziale favorito come successore di Draghi e nuovo presidente del Consiglio, anche se ciò rappresenterebbe una sfida ostica.

CANDIDATI ALTERNATIVI

Un'alta fonte governativa ha detto di ritenere Draghi come l'unica persona dotata dell'autorità per tenere "vegani e carnivori" insieme nello stesso governo. Se la coalizione d'unità nazionale collassasse con la sua elezione al Colle, le elezioni sarebbero all'orizzonte, un anno prima del previsto.

Diversi degli attuali parlamentari perderebbero il loro diritto alla pensione se il parlamento si sciogliesse prematuramente, e la paura del voto anticipato potrebbe spingere al sostegno verso un altro candidato per lasciare l'attuale premier al suo posto.

Forza Italia ha proposto l'x presidente del Consiglio Silvio Berlusconi come candidato per l'intero centrodestra -- ma appare difficile che il centrosinistra, compreso il Movimento 5 Stelle, possa appoggiarlo

Tra i candidati più plausibili figurano l'ex premier Giuliano Amato, l'ex presidente della Camera dei deputati Pier Ferdinando Casini e la ministra della Giustizia Marta Cartabia - ex presidente della Corte costituzionale, popolare tra chi desidera vedere l'Italia eleggere la prima donna presidente della Repubblica.

Finora, nessuno tra i maggiori partiti si è apertamente esposto a loro favore.

(Tradotto a Danzica da Enrico Sciacovelli, in redazione a Roma Stefano Bernabei, enrico.sciacovelli@thomsonreuters.com, +48587696613)

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