ANALISI - Hedge fund globali pianificano 2023 in base a rischio inflazione

Bandiere Usa davanti l'ingresso della Borsa di New York

NEW YORK/LONDRA/HONG KONG (Reuters) - Dopo aver superato un disastroso 2022, molti gestori di hedge fund globali si stanno preparando quest'anno a un'inflazione persistente e cercheranno di esporsi su materie prime e bond che registrano buone performance in un simile contesto.

La maggioranza dei 10 gestori di asset e hedge fund globali intervistati da Reuters ha detto che le commodity sono sottovalutate e dovrebbero prosperare se l'inflazione globale rimarrà elevata nel 2023.

Tra le altre scelte principali figurano i bond legati all'inflazione per proteggersi dall'aumento dei prezzi e l'esposizione selettiva al credito societario, dato che i tassi d'interesse più elevati ripristinano una certa differenziazione negli spread delle obbligazioni societarie.

In cima alla lista degli asset da evitare o vendere allo scoperto ci sono le equity: i mercati azionari sono stati scossi dall'improvviso inasprimento delle condizioni monetarie lo scorso anno e molte società potrebbero vedere ulteriormente erosi i loro utili nel 2023.

"Sembra che i mercati azionari stiano valutando quella che definirei la trinità impossibile... che avremo tassi più bassi, disinflazione e utili resilienti", ha detto il mese scorso a una conferenza Jordan Brooks, co-responsabile della strategia macro di AQR Capital Management.

Brooks ha affermato che questo scenario è troppo ottimistico e ha raccomandato un approccio di investimento basato sulla parità di rischio, che attribuisce una ponderazione alla rischiosità degli asset tra azioni, bond e commodity.

La società di dati sugli investimenti Preqin stima che i rendimenti degli hedge fund siano stati negativi del 6,5% nel 2022, il calo peggiore dalla flessione del 13% vista nel 2008 durante la crisi finanziaria globale. Secondo Preqin, nel 2022 sono stati lanciati solo 915 hedge fund, il numero più basso degli ultimi 10 anni.

Crispin Odey, gestore di hedge fund con sede a Londra che lo scorso anno ha tratto profitto da posizioni corte sui titoli di Stato britannici, scommette che l'inflazione rimarrà elevata. Il suo fondo Oei Mac ha chiuso il 2022 con un rialzo di circa il 145% e, sebbene abbia ridotto la sua posizione corta sui gilt, è rimasto lungo sui gilt indicizzati all'inflazione.

"Le commodity ricominceranno a salire. Hanno ceduto molto e in molti casi sono al di sotto dei costi operativi", ha detto Odey a Reuters.

"Tuttavia, possedendo la sterlina, se si rompe, sarà una rottura molto grave. Non so quando avverrà, ma potrebbe accadere", ha aggiunto.

La maggior parte dei gestori di hedge fund con cui Reuters ha parlato pensa che le strategie di equity "long-short" rimarranno in difficoltà dopo la sottoperformance dello scorso anno, mentre quelle basate su fattori macroeconomici - che sfruttano la volatilità e possono essere lunghe o corte su qualsiasi asset - estenderanno i loro guadagni.

"Siamo favorevoli alle strategie che sfruttano la volatilità", afferma Joe Dowling, responsabile globale di Blackstone Alternative Asset Management, che gestisce circa 80 miliardi di dollari investiti in hedge fund. "È l'ambiente perfetto per gli hedge fund macro: divergenza delle politiche delle banche centrali, differenziali dei tassi d'interesse, tensioni geopolitiche, strozzature e ogni Paese per conto suo. Presenta una tonnellata di opportunità".

Secondo la società di dati finanziari Hfr, i fondi hedge macro hanno guidato la performance del settore fino a novembre, con un aumento di circa l'8%.

Kevin Lyons - senior investment manager di Abrdn, che ha 14 miliardi di dollari allocati in hedge fund esterni - prevede una lieve recessione globale per l'anno prossimo.

Lyons è intenzionato a dedicarsi maggiormente agli hedge fund macro e ritiene che vi siano buone opportunità nel credito corporate.

"Se si riesce a trovare una buona società con un buon bilancio, è probabile che venga scambiata con uno spread più ampio rispetto a quello di tre anni fa. E si viene pagati per sopportare quella che potrebbe essere la volatilità dei mercati in questo momento", ha detto Lyons a Reuters.

Anche Danielle Pizzo di Schonfeld Strategic Advisors intende concentrarsi maggiormente quest'anno sui bond investment grade e ad alto rendimento, oltre che sulle commodity.

A sostenere la tesi 'bearish' per questo tipo di credito è Boaz Weinstein di Saba Capital Management, società da 9 miliardi di dollari, che per tutto l'anno è stata corta sul credito corporate europeo.

"C'è un rischio elevato che qualcosa nel mercato si rompa.... a causa dell'inflazione o perché qualche settore porta una maggiore diffusione di default", ha detto Weinstein. "Il nostro scenario di base è che il rischio di credito sarà messo a dura prova l'anno prossimo".

(Tradotto da Enrico Sciacovelli, editing Francesca Piscioneri)