Analisi Ispi: Europa davanti a ritorno virus? -3-

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Roma, 29 lug. (askanews) - Europa in mezzo al guado? Il primo paese in Europa per cui si è cominciato a parlare di una 'seconda ondata' è la Spagna, il secondo stato con più casi accertati di contagio, dopo il Regno Unito. Dopo un calo dei casi quotidiani a fine giugno, la curva ha cominciato a risalire a metà luglio arrivando a toccare quasi mille nuovi infetti quotidiani, la metà dei quali in Catalogna, dove la Generalitat è tornata a chiudere discoteche, bar e locali notturni. In particolare, a preoccupare, sono i dati provenienti da alcune aree specifiche come ad esempio Aragona, Navarra e Catalogna. Per questo altri paesi europei, tra cui il Regno Unito, hanno deciso di imporre la quarantena per i viaggiatori provenienti dalla Spagna mentre Francia e Germania hanno sconsigliato ai propri cittadini di recarsi nelle regioni della penisola considerate più a rischio. Molti turisti di conseguenza hanno scelto altre destinazioni per le loro vacanze, nonostante in altre aree della Spagna i contagi registrati siano stati pochi e senza recenti ed evidenti aumenti. Preoccupa anche la situazione nei Balcani con Romania, Serbia e Bosnia sorvegliate speciali. In aumento anche i casi in Belgio, ad Anversa che la settimana scorsa ha registrato il 47% in più delle nuove infezioni. Intanto in Germania sono stati registrati 633 nuovi casi nelle ultime 24 ore. "Siamo nel mezzo di un rapido sviluppo della pandemia", ha ammesso il direttore dell'Istituto Robert Koch (Rki), Lothar Wieler, esortando la popolazione al rispetto delle norme sul distanziamento sociale e a indossare le mascherine anche all'aperto, se non si riesce a mantenere una distanza di 1,5 metri.