Analisi RSE su sistema industriale davanti a sfida transizione

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Milano, 26 mag. (askanews) – La transizione energetica, all’interno del percorso tracciato dal Green Deal Europeo e nel quadro degli interventi previsti dal PNRR, chiama il sistema industriale italiano a cogliere sfide e opportunità non certo privi criticità, anche profonde.

In questo contesto, RSE – Ricerca di sistema energetico – ha condotto uno studio teso a verificare punti di partenza, strumenti e indirizzi di questa trasformazione, anche alla luce del Piano Transizione 4.0. “Come sempre RSE si pone all’intersezione tra la dimensione della policy pubblica e le reali applicazioni industriali proprio per capire con il maggior dettaglio possibile come il binomio innovazione-digitalizzazione possa incidere sulla traiettoria di efficientamento che l’industria italiana deve intraprendere da qui al 2030 – ha detto Maurizio Delfanti, amministratore delegato RSE – Nella nostra monografia troverete quali sono quegli specifici interventi rispetto ai quali è poi necessario un più ampio intervento pubblico per sostenere le policy di efficientamento dell’industria. Una dimensione fondamentale specie se si pensa al fatto che l’industria italiana è sempre stata molto effciente, proprio perché il costo delle commodity storicamente ha rappresentato un grosso ostacolo per la nostra industria. Ecco quindi che le novità indotte dalla digitalizzazione sono fondamentali sia per prevenire fenomeni che limitano l’efficienza energetica, sia per guidare il complessivo processo di efficientamento da qui al 2030”.

Lo studio – pubblicato da RSE in una monografia dal titolo “L’I-industria efficiente. Le opportunità delle imprese nella transizione energetica” – è stato al centro di un incontro che ha messo a confronto il mondo delle istituzioni con quello delle imprese. Gilberto Pichetto Fratin, viceministro dello Sviluppo Economico ha posto l’accento sui temi della sostenibilità ambientale e della decarbonizzazione che non riguardano soltanto la questione ambientale, ma anche gli aspetti legati all’efficienza, in termini di competitività del sistema industriale e della sua capacità di intervento sul mercato. Il viceministro ha quindi sottolineato il ruolo del governo nell’orientare e supportare il cambiamento culturale del sistema industriale

“La nostra struttura produttiva, fatta da tante piccole e media imprese, diventa sovente resistente alla novità, non per volontà, ma per ragioni di tempo, perché il piccolo imprenditore deve pensare a produrre , e non può fare ricerca – ha commentato il viceministro – E quindi la sfida delle istituzioni e di chi rappresenta soggetti diffusi, come le organizzazioni di categoria, è proprio quella di attivare meccanismi di trasferimento tecnologico affinché questo sistema diventi complessivo e ci metta il sistema di cogliere tutte le opportunità”.

Massimo Beccarello, vicedirettore per politiche industriali di Confindustria, ha inquadrato il tema da una prospettiva diversa, evidenziando le aspettative delle imprese verso scelte di politica industriale. “Il merito di questo studio è di sottolineare quali sono i fabbisogni di innovazione di processo industriale e quindi quali sono le strategie necessarie per fa si che il tessuto produttivo italiano possa garantire un percorso di decarbonizzazione senza alcun rischio di delocalizzazione – ha detto Beccarello – Per fare questo il tema va affrontato sotto un duplice aspetto. Da una parte il trasferimento di competenze per garantire un rafforzamento dei settori industriali in essere. Dall’altra parte vanno rafforzate anche quelle condizioni di ecosistema e di politica industriale necessarie per lo sviluppo dei nuovi settori della green economy”.

Il dibattito ha dunque messo in evidenza la necessità di coniugare competitività, ottimizzazione delle risorse e coraggio imprenditoriale e politico: un complesso lavoro di sintesi che trova nelle attività del ricerca un asset prezioso per orientarsi e individuare soluzioni efficienti. “Come spesso accade nei lavori che cura RSE – ha concluso Delfanti – anche nella monografia “L’I-ndustria efficiente” siamo stati molto attenti a tutti quegli aspetti che segnano il legame tra il mondo industriale e gli stakeholder, con cui abbiamo interagito in modo molto intenso, e la necessità che le policy pubbliche guidino opportunamente questi processi”.

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