ANALISI-Ue fronteggia scetticismo globale su tassa per importazioni inquinanti

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Bandiere Ue davanti alla sede centrale della Commissione europea a Bruxelles

di Philip Blenkinsop

(Reuters) - L'Unione europea deve fronteggiare una difficile battaglia per convincere i partner commerciali che la prima imposta al mondo sulle importazioni di carbonio è equa, funzionale e parte integrante della rivoluzione verde tentata dal blocco, e non uno strumento protezionistico.

Il 14 luglio la Ue dovrebbe svelare un pacchetto di riforme mirate a tagliare entro il 2030 le emissioni di gas serra del 55% rispetto ai valori del 1990.

Innanzitutto, l'Unione delineerà il cosiddetto meccanismo di adeguamento della CO2 alle frontiere (carbon border adjusted mechanism - Cbam), disegnato per ridurre le emissioni creando incentivi finanziari per una produzione più verde e scoraggiando la delocalizzazione delle emissioni di carbonio, o 'carbon leakage', ossia il trasferimento delle attività verso Stati con regole per le emissioni meno stringenti.

Il blocco vorrà evitare il tipo di conseguenze che ha dovuto affrontare nel 2018, quando ha escluso l'olio di palma dalla lista di biocarburanti sostenibili e ha scatenato azioni legali da parte di Indonesia e Malaysia all'Organizzazione mondiale del commercio.

Prima di quello, un tentativo di far pagare le compagnie aeree estere per le emissioni di carbonio generate dai loro voli in entrata ed in uscita dall'Europa aveva rischiato di dare il via a una guerra commerciale, con il settore statunitense dell'aviazione che aveva dato il via ad una accanita resistenza e con la Cina che aveva minacciato di sospendere le ordinazioni di apparecchi aerei. L'Unione europea era stata costretta ad annunciare nel 2012 la sospensione della legge.

Bernd Lange, a capo della commissione commercio del Parlamento europeo, ha detto che il Cbam si potrebbe rivelare fonte di dispute commerciali, in particolare con gli Stati Uniti, qualora Bruxelles non dovesse trovare un accordo con Washington.

"Dobbiamo cercare un'intesa, in modo che questo Cbam non si trasformi in un caso per il Wto. Questo è un compito importante per i prossimi mesi", ha detto Lange durante un webinair.

La Commissione ha rassicurato che il suo piano sarà compatibile con le regole Wto e sarà equo, richiedendo agli importatori di beni come l'acciaio di acquistare certificati per le emissioni allo stesso prezzo previsto per i produttori locali.

Tuttavia, la richiesta da parte dei produttori europei di poter continuare a beneficiare di certificati gratuiti per il mercato della Co2 Ue potrebbe creare problemi, se un identico vantaggio non fosse concesso agli importatori.

Una bozza delle proposte che saranno presentate il 14 luglio mostra che i permessi gratuiti termineranno, ma ci si attende che le industrie del manifatturiero faranno lobbying per mantenerli.

I prezzi benchmark del sistema per lo scambio delle quote di emissione (Emission trading system - Ets) dell'Unione europea, il più grande mercato delle emissioni di carbonio al mondo, hanno toccato questo mese un record sopra i 58 euro alla tonnellata, in parte in risposta alle aspettative di una tassa sulle importazioni.

Sebbene la Ue assicuri di aver concordato di discutere il piano con Washington, altri Stati hanno espresso preoccupazioni. Il primo ministro australiano Scott Morrison si riferisce ad ogni tipo di tariffa sulle emissioni di carbonio come "protezionismo commerciale con un altro nome". La Russia ha detto che potrebbe infrangere le regole commerciali.

Andre Sapir, membro del think tank di base a Bruxelles Bruegel, che ha reso testimonianza sul Cbam al Parlamento, ha detto che l'Unione europea deve guardare oltre la mera questione legale.

"È anche una questione di equità. Gli Stati sviluppati sono stati per lungo tempo responsabili delle emissioni. La deforestazione, i gli Stati sviluppati sono responsabili anche di quella", ha detto Sapir.

(Tradotto da Luca Fratangelo in redazione a Danzica, in redazione a Milano Sabina Suzzi, luca.fratangelo@thomsonreuters.com, +48587696613)

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