Anarchici, Zaccone ai vigili: vi sputo in faccia mio sangue

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Roma, 12 giu. (askanews) - "Fate un lavoro di merda. Magari morite domani. Adesso avete trovato il modo di riempirvi la giornata. Merde". Cos avrebbe detto Claudio Zaccone, 32 anni, uno dei 7 indagati dell'inchiesta su attentati incendiari compiuti dagli anarchici a Roma. Zaccone, nato a Messina ma domiciliato di fatto al centro sociale 'Bencivenga occupato' a Roma, quelle frasi le rifer agli agenti della polizia municipale il 9 maggio 2019, dopo aver aggredito su un tram della linea 19, nella zona di viale Regina Margherita, uno studente giapponese di 33 anni.

Nell'occasione, ricorda il gip Anna Maria Gavoni, "gli agenti, sulla banchina della fermata del tram, notavano un uomo dolorante e sorretto da altre persone che riferivano come qesti fosse stato 'violentemente picchiato con calci e pugni' da un altro soggetto che alla vista degli agenti si dava alla fuga, venendo successivamente raggiunto e identificato in Claudio Zaccone".

Lo studente di Izumo, di 23 anni, "riferiva che mentre si trovava a bordo del tram veniva inspiegabilmente strattonato da Zaccone che lo aggrediva con pugni e calci sotto gli occhi degli altri passeggeri". Zaccone, una volta fermato e portato all'interno degli uffici della Polizia Locale si rivolgeva a un agente "d ai tuoi colleghi che se mi toccano mi mordo il braccio e vi sputo in faccia il sangue cos vi prendete tutte le epatiti che ho io". Secondo il giudice l'episodio "significativo, per tutti".