Ancelotti-Napoli, i motivi del fallimento. Carletto vittima delle sue stesse parole

Francesco Manno
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Carlo Ancelotti, ex allenatore del Napoli, ha rilasciato alcune dichiarazioni al Corriere dello Sport soffermandosi anche sulla sua esperienza in azzurro: "Da quando ho lasciato la Campania ho incassato critiche e battute senza reagire? Sono un grande incassatore. Al Napoli auguro tutto il bene possibile. La verità ha molte facce e non interessa a nessuno. Non oggi". Ma è davvero così? Quali sono le principali colpe del coach di Reggiolo?

Carlo Ancelotti, al suo arrivo a Napoli, fu accolto - giustamente - come una star. L'ex mister del Milan è uno degli allenatori più vincenti al mondo. C'era la convinzione da parte di tifosi e addetti ai lavori che potesse fare qualcosa di davvero importante. Maurizio Sarri, uno che non aveva mai vinto nulla in carriera, aveva sfiorato lo Scudetto. Con un "vincente" il Napoli avrebbe potuto fare il definitivo salto di qualità. L'attuale allenatore dell'Everton si era lasciato andare a dichiarazioni che avevano infiammato l'ambiente: "Vincere? Io a Napoli non sono venuto per pettinare le bambole" oppure "Vogliamo migliorare il secondo posto della scorsa stagione".

Le parole di Ancelotti hanno contribuito ad alimentare delle aspettative forse eccessive su di lui. Il campo, come sempre, è il giudice supremo. Per "migliorare il secondo posto" bisogna vincere. E lui non ci è riuscito, anzi. La sua squadra non ha mai lottato per il titolo a differenza di quella di Sarri. Nella seconda stagione non ha lottato nemmeno per la zona Champions. Il coach inoltre non ha gestito al meglio certe delicate situazioni (vedi l'ammutinamento post Salisburgo, ndr). Carletto, naturalmente, non è l'unico responsabile della difficile annata del Napoli. I calciatori, così come la dirigenza, hanno le loro colpe. Ciò non toglie che Ancelotti abbia deluso. Chi sottolinea le colpe del mister non vuole assolutamente sminuirne il valore. Tutti sbagliano, anche i migliori...

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