Anche a Bibbiano vincono le Sardine

Gabriella Cerami
Sardine a Bibbiano

Oltre tremila, secondo alcuni cinquemila. Quando le Sardine intonano ‘Bella Ciao’ in piazza a Bibbiano, al suono di chitarre elettriche, sax, tamburi e batterie, il rimbombo arriva fino alle orecchie di Matteo Salvini, che ha radunato un migliaio di persone pochi metri più là. “A me sembra che la sfida l’abbiamo vinta. Siamo sette volte più di loro” esulta Mattia Santori, capopopolo di una piazza che vuole “proteggere la comunità dalla gogna”.

Siamo in un Comune di diecimila abitanti rimasto sconvolto e travolto nel luglio scorso dall’inchiesta “Angeli e demoni”, l’inchiesta sugli affidi dei minori. Una cittadina tranquilla, raccontano gli abitanti di qui, “vittima di sciacallaggio da parte di Salvini e Meloni per un pugno di voti”. Basterebbe ascoltare Angela Ventura, una donna sulla sessantina nata e cresciuta a Bibbiano: “Adesso, qui, neanche le formiche passano più per la vergogna”. La destra, ma anche il Movimento 5 Stelle, vengono accusati di aver creato un caso politico lì dove il caso politico non c’era. Su un cartello si legge: “Sì a giustizia e verità. No all’arroganza e all’odio”. 

Sardine a Bibbiano

 

Il leader leghista, in questa chiusura di campagna elettorale, sul palco in una piazza riempita a metà, dà il microfono a genitori che raccontano storie di bambini in affido allontanati dalle famiglie per decisione dei servizi sociali e che accusano l’amministrazione a guida Pd. Da qui nasce la contropiazza delle Sardine. Ma anche dalla famosa maglia sfoggiata in Senato dalla candidata alla presidenza Lucia Borgonzoni, rivolta al Pd, con scritto: “Parlateci di Bibbiano”.

Dalla piattaforma di un camion, in mezzo a tante sagome di Sardine, Dario dà voce alle persone presenti in piazza: “In questo triste teatrino sui gradini del Comune ci avete più volte detto ‘Parlateci di Bibbiano’. Ebbene, se proprio volete parlare di Bibbiano parlatene come culla del Parmigiano reggiano, come terra natia del fisico Venturi,...

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