Anche il parlamentare Zan commenta le affermazioni di Fedez sul palco del Primo maggio

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zan fedez
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Ai numerosi commenti susseguitisi nella serata del primo maggio in merito all’intervento di Fedez sul palco del Concertone non poteva mancare ovviamente anche quello del parlamentare Alessandro Zan, relatore dell’omonimo disegno di legge che è stato difeso dal rapper milanese nonostante l’apparente opposizione dei vertici Rai. In un breve post su Twitter infatti, Zan ha ringraziato Fedez per le parole spese a favore del Ddl, sottolineando come il suo coraggio abbia dato voce a tutti coloro che ancora oggi subiscono discriminazioni.

VIDEO - La rabbia di Fedez, pubblica la telefonata con la Rai

Primo maggio, il commento di Zan: “Grazie Fedez”

Nel tweet pubblicato dal deputato del Partito Democratico si può leggere: “Il coraggio di Fedez al concertone dà voce a tutte quelle persone che ancora subiscono violenze e discriminazioni per ciò che sono. Il Senato abbia lo stesso coraggio ad approvare subito una legge per cui l’Italia non può più attendere. Grazie Fedez”. Soltanto lo scorso 28 aprile il Ddl Zan era stato infatti finalmente calendarizzato da parte della Commissione Giustizia del Senato, dopo mesi di ostruzionismo da parte degli esponenti del centrodestra.

Zan sul discorso di Fedez: “Da Salvini fake news”

In un tweet successivo Zan ha inoltre attaccato il leader della Lega Matteo Salvini, che nel rispondere alle accuse di Fedez nei confronti degli esponenti del Carroccio ha dichiarato che non si può imporre per legge di zittire o processare chi crede nella famiglia: “Ma Matteo Salvini quanto continuerà con fake news, con temi che nulla c’entrano con una legge contro i crimini d’odio? Smetta di insultare l’intelligenza degli italiani e abbia il coraggio di dire che è contrario a una legge che tutela la vita e la dignità delle persone”.

In un posto pubblicato subito dopo l’intervento di Fedez, Salvini aveva infatti affermato: “Ognuno può amare chi vuole, come vuole, quanto vuole. E chi discrimina o aggredisce va punito, come previsto dalla legge. È già così, per fortuna. Chi aggredisce un omosessuale o un eterosessuale, un bianco o un nero, un cristiano o un buddhista, un giovane o un anziano, rischia fino a 16 anni di carcere. È già così”.

Fedez sul Ddl Zan, l’attacco ai vertici Rai

Ma la vera polemica in merito all’interveno di Fedez è sicuramente quella relativa alla presunta censura esercitata dalla Rai nei confronti del rapper, come denunciato dallo stesso sul palco: “Mi assumo tutte le responsabilità e le coseguenze di ciò che dico o faccio, sappiate però che il contenuto di questo intervento è stato definito dalla vice direttrice di Rai 3 come inopportuno”.

In una nota l’azienda ha tuttavia smentito le affermazioni del cantante: “La direzione di Rai3 conferma di non aver mai chiesto preventivamente i testi degli artisti intervenuti al concerto del Primo Maggio e di non aver mai operato forme di censura preventiva nei confronti di alcun artista”.