Anche in Italia stop all'uso dell'idrossiclorochina per i malati covid

Sacha Malgeri
A health worker puts on her Personal Protective Equipment (PPE) before starting to work at the intensive care unit, treating COVID-19 patients, of the Tor vergata hospital in Rome, on May 12, 2020, as the country is under lockdown to stop the spread of the Covid-19 disease caused by the novel coronavirus. (Photo by Tiziana FABI / AFP) (Photo by TIZIANA FABI/AFP via Getty Images) (Photo: TIZIANA FABI via Getty Images)

L’Agenzia Italiana del Farmaco ha deciso: stop all’uso dell’idrossiclorochina per il trattamento dei pazienti malati di covid-19. A seguito della decisione dell’Oms di bloccare le sperimentazioni sul farmaco, che di solito viene usato per il trattamento contro la malaria, l’Aifa, in una nota, fa sapere che “sospende l’autorizzazione all’utilizzo di idrossiclorochina per il trattamento dell’infezione da SARS-CoV-2, al di fuori degli studi clinici, sia in ambito ospedaliero che domiciliare”.

Secondo un recente studio pubblicato dalla rivista The Lancet, l’idrossiclorochina sarebbe inefficace per il trattamento del coronavirus, e potrebbe risultare dannosa per chi ha problemi di cuore. “Per tale ragione, in attesa di ottenere prove più solide dagli studi clinici in corso in Italia e in altri paesi (con particolare riferimento a quelli randomizzati)”, l’AIFA sospende l’autorizzazione all’utilizzo di idrossiclorochina”.

L’Agenzia ha ribadito che che “non ha mai autorizzato l’utilizzo di idrossiclorochina a scopo preventivo”, così come ha fatto, per esempio, il presidente americano Trump. Inoltre, ne prevedeva l’ultilizzo nei “dosaggi e per i tempi indicati nelle schede” predisposte dall’Aifa, in continuo aggiornamento in base “alle evidenze scientifiche”, e “nel contesto di una accurata valutazione del rapporto rischio/beneficio nei singoli casi, considerando “attentamente le patologie concomitanti”. 

L’utilizzo di questo farmaco viene ora escluso dalla rimborsabilità, ma, si precisa anche, “l’eventuale prosecuzione di trattamenti già avviati è affidata alla valutazione del medico curante”.

Love HuffPost? Become a founding member of HuffPost Plus today.

This article originally appeared on HuffPost.