Anche la Francia ha il suo George Floyd. Si chiamava Adama Traoré

Veronique Viriglio

Una ventina di persone è stata fermata durante le manifestazioni in Francia contro le violenze della polizia. In particolare, a Parigi più di 20 mila persone, di cui molti adolescenti, hanno manifestato davanti al palazzo di giustizia per denunciare violenze e soprusi commessi dalla polizia francese, in una protesta sfociata in scontri contro le forze dell'ordine, condannati dal governo.

"Giustizia per Adama" era lo slogan dei manifestanti che indossavano magliette nere con scritte bianche, chiedendo verità e giustizia per il 24 enne Adama Traoré, arrestato dai gendarmi e morto 4 anni fa nella caserma di Persan (Val d'Oise, hinterland parigino).

Chi era e come morì Adama Traoré

Il 19 luglio 2016, Traoré morì  due ore dopo il suo arresto nella sua città di Beaumont sur Oise dopo un inseguimento e dopo essere fuggito al primo arresto.

La sua morte, diventata simbolo della violenza polizia in Francia, si è trasformata in una battaglia tra gli esperti legali che respingono la responsabilità dei gendarmi e quelli scelti dalla famiglia che rifiutano le loro conclusioni.

L'ultimo rapporto di esperti, rilasciato venerdì, ha respinto la responsabilità della polizia attribuendo la morte a un "edema cardiogeno" legato allo stato di salute di Adama Traoré. Ma quella effettuata su richiesta della famiglia del 24enne di colore, attribuisce la il decesso a una tecnica di arresto utilizzata dai gendarmi.

I tre medici chiamati dalla polizia della polizia ritengono che "probabilmente l'associazione tra sarcoidosi polmonare (patologia rara, ndr), cardiopatia ipertrofica e tratto falciforme (una malattia genetica, ndr) abbia contribuito all'edema cardiogeno in un contesto di intenso stress ed esercizio fisico, con alta concentrazione di tetraidrocannabinolo", il principio attivo della cannabis.

Nel nuovo rapporto, il secondo eseguito su richiesta della famiglia del giovane, un medico, che ha lavorato sulla base di altri rapporti di esperti e documenti, stima che Adama Traoré sia morto per una sindrome di asfissia a seguito di un edema cardiogeno. Attribuisce quest'ultimo "a un'asfissia posizionale indotta dalla placcatura ventrale", indicando quindi la tecnica di arresto dei gendarmi. "Nessun'altra causa di morte è stata identificata", ha aggiunto.

L'ultimo esame forense era stato ordinato l'anno scorso dai giudici inquirenti responsabili del delicato caso, dopo che un primo referto medico ordinato dalla famiglia aveva spazzato via le conclusioni dell'indagine.

Dove si manifesta contro la polizia

A Lille, Lione e Marsiglia centinaia di persone hanno invece manifestato pacificamente. "La violenza non ha posto in democrazia. Nulla giustifica gli incidenti che si sono verificati a Parigi mentre i raduni nei luoghi pubblici sono vietati per proteggere la salute di tutti" ha twittato il ministro dell'Interno, Christophe Castaner.

La protesta è stata organizzata anche sulla scia dell'uccisione di George Floyd a Minneapolis, collegando le battaglie per i diritti dei neri e delle minoranze negli Usa a quelle portate avanti in Francia dal Comitato Adama e da altri gruppi di attivisti.

Il raduno, annunciato sui social il 29 maggio, era stato vietato dalla Prefettura di polizia di Parigi a causa dell'emergenza sanitaria Covid-19 che non consente assembramenti di più di 10 persone.

In barba al divieto, la piazza antistante il palazzo di giustizia si è rapidamente riempita di manifestanti, bloccando l'intera zona e la rete dei trasporti pubblici. Tre lettere - "BLM" che sta per 'Black Lives Matter' - e "I can't breathe", "Je ne peux plus respirer", ultime parole pronunciate da Floyd e Traoré, sono stati lo slogan della manifestazione, scritto a caratteri cubitali su cartelloni, t-shirt e mascherine indossati dai partecipanti.

I manifestanti hanno anche fatto riferimenti ad altre vittime delle violenze poliziesche: Eric Garner, morto nel 2014 a New York e Zyed e Bouna, deceduti dopo essere stati rincorsi dalle forze dell'ordine nel 2005 a Clichy sous Bois.

"Tutte le persone che sono qui oggi entrano nella storia. Potrete dire che avete partecipato ad un rovesciamento. È solo l'inizio. Abbiamo lanciato un appello e dopo pochi giorni siamo qui. La prossima volta saraà molto più organizzato" ha dichiarato la 35enne Assa Traore', sorella di Adama, in prima linea nella lotta contro le violenze della polizia, denunciandone la "totale impunità".

Inizialmente pacifica, la protesta è poi degenerata in scontri e violenti disordini che hanno infiammato la piazza del tribunale: gas lacrimogeni, negozi e pensiline dei bus distrutti, bici, monopattini e cassettoni della spazzatura dati alle fiamme, terrazze di bar e ristoranti che hanno chiuso in tutta fretta.

Nelle stesse ore, in Parlamento il ministro Castaner ha invece difeso l'operato delle forze dell'ordine nella recente vicenda di Gabriel un adolescente gravemente ferito ad un occhio durante il suo fermo per tentato furto di motorino a Bondy (Seine Saint Denis). "C'è una polizia repubblicana che, in questo Paese, protegge uomini e donne da tutto, anche dal razzismo. Anche il governo combatte con forza il razzismo su ogni fronte e ogni qualvolta necessario" ha sottolineato il ministro dell'Interno.