Anche Milano avrà un ospedale pronto in pochi giorni

Annalisa Cretella

Ci vorranno forse 10 giorni, dal momento in cui arrivano le strumentazioni e si individua il personale (il conto alla rovescia parte da quel momento), ma poi il nuovo ospedale con 400 posti di terapia intensiva fortemente voluto dalla Regione Lombardia sarà realtà.

Prende forma il ‘miracolo milanese', per adesso con un prototipo di quello che sarà, con letti ben distanziati, spogliatoi, bagni. Va avanti il progetto sui 20 mila metri quadrati dei padiglioni 1 e 2 del Portello a Fieramilanocity, voluto dal presidente Attilio Fontana e dall'assessore al welfare Giulio Gallera, frenato da inciampi e polemiche per il mancato supporto di mezzi e medici, da parte della protezione civile, senza il quale sembrava non si potesse partire. Con il ‘pronto intervento' dei privati si vede la luce. Su tutti, quello di Silvio Berlusconi che questa mattina ha donato 10 milioni di euro per la realizzazione del reparto di terapia intensiva in fiera.

I costi "solo della parte allestita", ammontano a 10 milioni, ha spiegato il presidente di Fondazione Fiera Milano Enrico Pazzali durante il primo sopralluogo fatto ieri con i vertici regionali e Guido Bertolaso, in veste di consulente del governatore per l'emergenza sanitaria.

Quello che si vede adesso è un prototipo di modulo ospedaliero predisposto da Nolostand, società del Gruppo Fiera Milano: una grande ‘scatola' bianca di 30 metri per 6, con all'interno i letti e un lavandino, e poi spogliatoi spaziosi e bagni per uomini e donne e con docce. Questi moduli/container, saranno appositamente attrezzati e capaci di ospitare fino a 10 pazienti ognuno, di cui 4 per la terapia intensiva e 6 per quella sub-intensiva, realizzando complessivamente quei circa 400 posti letto destinati alle cure dei pazienti coinvolti nell'emergenza Covid-19.

Il nodo, come ripetono gli esperti da settimane, rimane proprio la terapia intensiva: i posti scarseggiano ovunque in regione, con ospedali che hanno già esaurito quelli a disposizione. E questo, nonostante lo “sforzo titanico” come lo ha definito l'assessore Gallera, fatto nel recuperare centinaia di nuovi posti in terapia intensiva: “siamo passati da 724 a 1.200”.

Che in Lombardia si stia facendo una corsa contro il tempo lo si capisce dando uno sguardo ai numeri del contagio: al 16 marzo i casi positivi sono saliti a 14.649, i deceduti a 1.420, i ricoverati in terapia intensiva a 823.

A Milano, dove ancora il virus “non ha sfondato” come dice il sindaco Giuseppe Sala, i contagiati sono arrivati a 1.983. L'invito a tutti, ripetuto quotidianamente è ‘state a casa'. Sala, che ogni giorno comunica con i cittadini attraverso un video su Facebook, si è rivolto in particolare ai giovani, quelli che fanno più fatica a rinunciare alla 'libertà' di passeggiare per Milano, ricordandogli che "siamo un'unica squadra", se ne esce tutti insieme.