Anche i "nuovi italiani" tendono a espatriare dall'Italia

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Roma, 24 ott. (askanews) - Tra il 2012 e il 2017, infatti, poco meno di 43 mila naturalizzati italiani si sono poi trasferiti in altri paesi e risultano quindi compresi tra gli italiani cancellati per l'estero. Il possesso iniziale di una cittadinanza diversa da quella italiana e la successiva "naturalizzazione" dà l'indicazione di un più sostanziale contributo di "nuovi italiani" all'aumento degli espatri. Lo si legge nel Rapporto Italiani nel Mondo della Fondazione Migrantes della Conferenza Episcopale Italiana che rielabora dati Istat.

La mobilità dei "nuovi italiani" inizia ad assumere l'entità di un fenomeno che non si può più ignorare; pur essendo ancora di piccole dimensioni, è considerata una dinamica emergente nel panorama migratorio internazionale. Inoltre, l'analisi per cittadinanza di origine mostra che alcune comunità hanno una maggiore propensione a migrare dopo aver acquisito la cittadinanza, e per quelle comunità, il fenomeno inizia ad assumere numeri significativi.

Negli anni tra il 2012 e il 2017, degli oltre 744 mila stranieri divenuti italiani sono quasi 43 mila le persone che hanno poi trasferito la residenza all'estero; il 54,1% (oltre 13 mila) di questi solo nel 2016.

I nuovi italiani hanno una differente propensione all'emigrazione a seconda del paese di cui sono originari. Elevata la quota di emigrati italiani di origine brasiliana, con oltre 28 emigrati ogni 100 acquisizioni, con uno squilibrio di genere a favore degli uomini: oltre 36 trasferimenti ogni 100 acquisizioni per gli uomini e poco più di 22 per le donne. Particolarmente mobili risultano le collettività del subcontinente indiano: Bangladesh, con più di 21 emigrazioni ogni 100 acquisizioni di cittadinanza, Pakistan con quasi l'11% e India con il 8,9% si collocano ai primi posti tra i 10 paesi con la frequenza maggiore di nuovi italiani emigrati all'estero. I paesi del subcontinente indiano si distinguono anche per una maggiore propensione delle donne rispetto agli uomini ad emigrare successivamente all'acquisizione della cittadinanza.

È opportuno sottolineare che le collettività albanese e marocchina, in valore assoluto le più interessate dalle acquisizioni di cittadinanza, tendono ad emigrare molto meno frequentemente dopo essere diventati italiani: circa il 7% nel caso dei marocchini e circa l'1% in quello degli albanesi.

Più del 72% dei flussi degli emigrati che hanno acquisito la cittadinanza italiana tra il 2012 e il 2017 è diretto verso un altro paese UE.