Anche i Paesi del Golfo pensano a una cura del ferro

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ARTUR WIDAK / NURPHOTO / NURPHOTO VIA AFP

AGI - Dominano il settore energetico, sia in quello tradizionale degli idrocarburi che nelle rinnovabili. Sono sempre più protagonisti nello spazio. Ma se c'è un settore in cui i paesi della Penisola del Golfo devono recuperare un gap con moderni standard internazionali, è quello delle rotaie, con ampie parti della regione ancora non servite da reti ferroviarie.

Eppure il progetto c'è: una rete di ferro di 2117 kilometri che dovrebbe connettere tutti i sei paesi del GCC, dal Kuwait all'Oman, un progetto faraonico, in cantiere da almeno due decenni e che in questi giorni la stampa nazionale, in particolar modo emiratina, intende rilanciare, anche sulla scia dei grandi eventi che quest'anno vedono il Golfo protagonista, da Expo 2020 Dubai appena concluso ai mondiali di calcio del Qatar nel prossimo novembre.

Se è vero che ad oggi già esistono servizi di trasporto ferroviario a vantaggio dell'industria estrattiva, pare evidente che le informazioni diramate intendano alludere soprattutto al traporto di passeggeri, rispetto ai cui solo l'Arabia Saudita è in grado di fornire un servizio. Su cui il Paese già annuncia importanti investimenti.

I primi binari del regno saudita furono posati nel 1947, per volontà del re Abdulaziz, il fondatore del paese, con la sua prima linea merci inaugurata nel 1951, la East Train, precedentemente nota come linea Dammam-Riyadh.

Attualmente, il regno conta circa 5.000 km di binari che comprendono le altre due linee principali: quella che va dalla capitale Riyadh al confine con la Giordania, nella parte nord-occidentale del paese, e la linea Haramain lungo la costa occidentale, con treni ad alta velocità inaugurati nel 2018 tra i due luoghi sacri del paese, Mecca e Medina, via Jeddah e con fermate all'aeroporto internazionale King Abdulaziz e alla King Abdullah Economic City.

A gennaio, il ministro degli investimenti del paese, Khalid Al Falih, ha dichiarato che l'Arabia Saudita ha pianificato di quasi triplicare le dimensioni della sua rete ferroviaria con oltre 8.000 km di binari aggiuntivi, la distanza approssimativa tra Londra e Pechino.

È un'opera da 13,6 miliardi di dollari che contribuira all'economia per circa 54 miliardi di dollari, quella in programma negli Emirati Arabi Uniti, la cui rete nazionale si chiamera' Etihad, alleanza. Entro il 2030 dovrebbe garantire il trasposrto di 36,5 milioni di persone e milioni di tonnellate di merci ogni anno. Sarà lunga circa 1.200 km, pari alla distanza da Londra a Vienna, e comportera' una riduzione delle emissioni di carbonio dal 70% all'80% (2,2 milioni di tonnellate di carbonio risparmiato all'atmosfera). I treni passeggeri tra Abu Dhabi e Dubai impiegheranno solo 50 minuti, mentre un viaggio dalla capitale a Fujairah, sul golfo dell'Oman, durerà 100 minuti, circa la metà del tempo necessario per effettuare il viaggio in auto.

Quanto al Qatar, il paese si prepara a realizzare 283 km della rete ferroviaria del GCC Rail. Ad annunciarlo, nel febbraio scorso, il ministro dei Trasporti del Qatar, Jassim Al Sulaiti, che ha affermato che la costruzione del tratto ferroviario qatarino del GCC che collegherà il Qatar all'Arabia Saudita inizierà presto. Intanto però nel Paese fervono i lavori di preparazione per Fifa World Cup 2022, che ad oggi sarà servito dal Lusail Tram, una rete interna a movimento lento di 28 km che raggiungerà anche l'omonimo stadio in cui si svolge la finale, e dalle tre linee veloci della metropolitana di Doha, inaugurata nel 2019 proprio in vista degli attesi mondiali.

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