Anche Woodrow Wilson cade sotto l'onda antirazzista, Princeton cancella il suo nome

Brahim Maraad e Andrea Nobili

AGI - La Scuola di Affari Pubblici e Internazionali e il College della prestigiosa università americana Princeton non saranno più associati all'ex presidente e Premio Nobel per la Pace, Thomas Woodrow Wilson. Il suo nome sarà rimosso dall'ateneo in risposta agli appelli della società americana contro il razzismo, sull'ondata scatenata dall'uccisione da parte della polizia di George Floyd. 
 

Wilson, capo della Casa Bianca dal 1913 al 1921, fu studente e poi rettore a Princeton. I libri di storia lo ricordano per la Conferenza di pace dopo la Prima Guerra mondiale, iniziativa che gli valse il Nobel. Ma lo ricordano anche per le sue posizioni segregazioniste e il suo ferreo divieto ai neri di accedere all'università. Scelte mai dimenticate dalla società americane e spesso motivo di protesta da parte della comunità afro.

A Wilson resta dedicata la sede dell'Alto commissariato dell'Onu per i diritti umani, a Ginevra. Ma già si susseguono richieste di considerare l'opportunità di cambiare nome a quello che oggi è noto come 'Palais Wilson'.

Già nel 2015, l'ufficio del rettore di Princeton era stato occupato da attivisti della Black Justice League con la richiesta di cancellare il nome di Wilson. E quella decisione è arrivata in questi giorni, come annunciato dal rettore Christopher L. Eisgruber.

Nella nota pubblicata sul sito dell'ateneo, il quarto più antico degli Stati Uniti, si legge che i membri del Consiglio d'amministrazione "hanno concluso che il pensiero e le politiche razziste di Woodrow Wilson lo rendono inappropriato a rappresentare una scuola o un college i cui accademici, studenti ed allievi devono opporsi fermamente al razzismo in tutte le sue forme". 

Il consiglio aveva già valutato se rimuovere il nome di Wilson dopo la protesta del 2015. "Il Wilson Legacy Review Committee condusse un processo approfondito e deliberativo. Nell'aprile 2016 raccomandò una serie di riforme per rendere questa Università più inclusiva e più onesta sulla sua storia. La commissione e il Consiglio di amministrazione, tuttavia, mantennero il nome di Wilson sulla Scuola e sul College. 


"Il Consiglio - spiega nella nota il rettore - ha riconsiderato quelle conclusioni dopo che le tragiche uccisioni di George Floyd, Breonna Taylor, Ahmaud Arber e Rayshard Brooks hanno richiamato l'attenzione sulla lunga e nociva storia del razzismo in America".

E le motivazioni sono chiare: "Il razzismo di Wilson era significativo anche per gli standard del suo tempo. Segregò la funzione pubblica federale dopo che questa era stata integrata razzialmente per decenni, facendo così regredire l'America nella sua ricerca della giustizia.  Non solo approvò ma rinvigorì la persistente pratica del razzismo in questo Paese, che continua a fare danni anche oggi".

Alla luce di ciò, "le politiche segregazioniste di Wilson lo rendono un rappresentante particolarmente inappropriato per una scuola di politica pubblica. Quando un'università dà il nome di una scuola di politica pubblica a un leader politico, suggerisce inevitabilmente che l'omonimo sia un modello per gli studenti. Questo momento scottante della storia americana ha reso chiaro che il razzismo di Wilson lo squalifica da quel ruolo. In una nazione che continua a lottare contro il razzismo, questa Università e la sua Scuola di affari pubblici e internazionali devono sostenere con chiarezza e fermezza l'uguaglianza e la giustizia". La Scuola sarà ora chiamata "Princeton School of Public and International Affairs". Princeton, non più Wilson.