Ancora guai per n.1 di Samsung: accusato di uso illegale anestetico

Red
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Image from askanews web site
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Roma, 12 mar. (askanews) - Nuovi guai per il numero uno di fatto della Samsung, Lee Jae-yong, che sta già scontando una pena a due anni e mezzo di carcere per aver pagato mazzette all'ex presidente sudcoreana Park Geun-hye. L'erede dell'impegno Samsung è sotto inchiesta con l'accusa di aver fatto uso illegale di propofol, un potente barbiturico e ipnotico usato solitamente per la sedazione in sala operatoria. Lo riferisce oggi l'agenzia di stampa Yonhap.

La polizia di Gyeonggi Nambu ha confermato che nei confronti di Lee, formalmente vicepresidente di Samsung Electronics, è stata presentata l'accusa di aver usato il farmaco anestetico in maniera illegale presso una clinica di chirurgia plastica a Seoul lo scorso anno.

Gli agenti hanno anche confermato di essersi recati lo scorso mese presso la prigione di Uiwang, il penitenziario di Seoul presso il quale Lee è detenuto, per prendere campioni da utilizzare in test specifici.

Lee è attualmente in prigione per scontare una pena di due anni e mezzo. E' stato condannato per aver pagato mazzette a Park e alla potente amica della presidente, la "sciamana" Choi Soon-sil, affinché fosse garantita una transizione di potere nella Samsung dal padre alle sue mani senza intromissioni politiche.

Samsung Electronics, dal canto suo, ha emesso un comunicato in cui ha assicurato che Lee ha preso il propofol esclusivamente per scopi medici e ha negato che la polizia abbia prove contro di lui. Non è tuttavia la prima volta che il rampollo della Samsung subisce accuse di questo tipo. Anche in un precedente caso, Lee ha negato e ha chiesto di essere valutato da un comitato di esperti indipendenti, non fidandosi dell'inchiesta della procura.