Ancora ritrovamenti nell'esplosione di Gubbio

·2 minuto per la lettura
Esploso fabbricato Gubbio
Esploso fabbricato Gubbio

Una terribile esplosione ha scosso il comune di Gubbio in provincia di Perugia dove un uomo e una donna sono deceduti. Sono state inoltre estratte dalle macerie tre persone vive. Stando a quanto appreso all’interno dello stabile era situato un laboratorio di lavorazione di cannabis terapeutica che avrebbe provocato un incendio e il successivo crollo del sotto tetto. Appare poco chiara la dinamica della vicenda. Nel frattempo sarebbero partite diverse indagini al fine di capire se il laboratorio di cannabis potesse essere o meno in regola. L’edificio è stato messo sotto sequestro.

Esploso fabbricato Gubbio – la vicenda

La vicenda ha avuto luogo nel comune di Gubbio fuori dal centro storico nella località vocabolo canne vecchie. Stando a quanto riportato dai vigili del fuoco, l’incendio si sarebbe scatenato in seguito a più esplosioni provocate probabilmente da gas gpl che potrebbero essere avvenute in un laboratorio di cannabis terapeutica, sul quale le forze dell’ordine starebbero facendo un’indagine approfondita.

Esploso fabbricato Gubbio – le persone coinvolte

L’esplosione del laboratorio di Cannabis di Gubbio ha portato alla morte di due persone e precisamente un uomo e una donna. Sono invece tre le vittime che avrebbero riportato ferite importanti. Secondo prime indiscrezioni, tra le vittime coinvolte, una sarebbe stata soccorsa da personale sanitario del 118, quindi sarebbe stata trasferita in elisoccorso nel centro ustionati di Cesena. Una seconda persona è stata trasferita all’ospedale di Branca. In gravi condizioni un terzo ferito.

Esploso fabbricato Gubbio – il laboratorio di cannabis

Il laboratorio sarebbe risultato essere in regola. ANSA a questo proposito scrive che l’edificio sarebbe stato in regola sia dal punto di vista dell’affitto, sia dal punto di vista della cannabis terapeutica. Il principio attivo della cannabis infatti veniva abbassato al fine di ottenere l’utilizzo terapeutico e quindi delegare le fasi successive della produzione ad un’altra ditta.