Ancora scosse in Emilia. Sciacalli in azione

Roma, 1 giu. (Adnkronos/Ign) - La terra continua a tremare in Emilia. Sono 31 le scosse di terremoto registrate dall'Ingv la notte scorsa. Quella più forte è stata di magnitudo 2.9 ed è stata registrata 42 minuti dopo la mezzanotte nel modenese: Camposanto,Cavezzo, Medolla, Mirandola e San Felice sul Panaro le località più prossime all'epicentro. Altre scosse si sono registrate oggi, una di magnitudo 3.6 è stata avvertita alle ore 14.22 dalla popolazione in provincia di Modena.

''Per mettere in sicurezza il territorio dal rischio di dissesto idrogeologico saranno necessari 41 miliardi in 15 anni - ha dichiarato il ministro dell'Ambiente Corrado Clini intervistato da Tgcom24 -. A questa previsione vanno aggiunte le iniziative necessarie per la prevenzione degli eventi sismici. Per il dissesto idrogeologico abbiamo già messo in moto un miliardo di fondi pubblici deliberato dal Cipe due mesi fa".

Intanto, la Procura di Bologna ha aperto un fascicolo d'indagine per procurato allarme, in seguito alla psicosi che si è creata ieri in città dopo che sono stati diffusi tra la popolazione avvisi di imminenti nuove scosse telluriche, assolutamente falsi e infondati, ma che hanno innescato addirittura parziali evacuazioni della Banca d'Italia, del Tribunale e di altri due istituti di credito. Alcuni di questi avvisi sono stati diffusi da persone che si sarebbero spacciate anche per operatori della Protezione civile.

In base agli accertamenti disposti dalla Procura sono state 150 le telefonate giunte nell'arco di una sola ora a Vigili del Fuoco, Polizia, Carabinieri e Municipale da parte di persone che avevano ricevuto l'allarme dai canali più disparati. I Pm emiliani sono ora a lavoro per approfondire i tracciati telefonici e i tabulati, allo scopo di risalire ai responsabili. C'è inoltre il sospetto che queste azioni possano essere legate ad intenzioni di sciacallaggio. Si sono verificate infatti anche nelle zone più colpite dal sisma, come la provincia di Modena e quella di Reggio Emilia.

Per la Coldiretti ci sono "sciacalli nelle strade" ma anche "sul mercato dove si cerca di speculare sui danni da 220 milioni di euro provocati al sistema del Grana Padano e Parmigiano Reggiano che si cercano di acquistare a pochi euro".

Oltre al danno una beffa che - sottolinea la Coldiretti - rischia di aggravare il già pesante bilancio dei danni subiti dal comparto. Con una stima di 150 milioni di euro di danni infatti il Parmigiano Reggiano - precisa la Coldiretti - è in cima alla triste classifica dei prodotti più danneggiati dal sisma seguito da vicino dal Grana Padano che accusa un colpo da 70 milioni di euro, secondo i dati dei Consorzi di Tutela. Per effetto del terremoto risultano a terra complessivamente oltre 360.000 forme di Grana Padano e 633.700 forme di Parmigiano Reggiano, con i produttori che - sostiene la Coldiretti - sono impegnati a selezionare il prodotto ''salvato'' e a provvedere alla sua ricollocazione in magazzini idonei. Oltre alle strutture collassate, il danno - precisa la Coldiretti - riguarda soprattutto le forme giovani di pochi mesi di stagionatura che saranno destinate a formaggio generico da grattugia o da alla fusione.

Rete Imprese Italia ha inviato una lettera al presidente del Consiglio Mario Monti per chiedere alcuni interventi, tra cui l'esenzione totale dell'Imu per i fabbricati distrutti, la sospensione dei versamenti fiscali e la rateizzazione delle somme oggetto di sospensione.

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