Ancot, minor carico fiscale e vera semplificazione per aiutare ripresa economica post Covid

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Roma, 18 mar. (Labitalia) – "Per una netta ripresa abbiamo bisogno di un minor carico fiscale e di una vera semplificazione amministrativa". E' questa la richiesta evidenziata da Celestino Bottoni, presidente dell'Ancot, Associazione nazionale consulenti tributari, nel corso dell'audizione a commissioni riunite finanze della camera dei deputati e commissione finanze e tesoro del senato. L'analisi illustrata dai consulenti tributari parte dalla situazione relativa al gettito fiscale. Nel 2020 l'Irpef ha rappresentato il 42,0% del totale delle entrate statali. Le altre imposte dirette sono state pari al 14.6%. L'Iva ha inciso per il 27,7%, le altre imposte indirette per lo 11,0%, le imposte per oli minerali per il 4,8%. Le entrate garantite complessivamente da questo gettito fiscale per lo Stato nel 2020 sono state pari a 446.796 milioni (dati Mef).

"E' quindi normale – ha sottolineato il presidente dell'Ancot, Celestino Bottoni – che l'indagine conoscitiva, avviata dalle commissioni riunite finanze di camera e senato verta sull'Irpef ed altri aspetti del sistema tributario al centro di una prossima riforma di tutto il sistema fiscale. Lo stesso presidente del consiglio, Mario Draghi, nel suo discorso al Parlamento ha sottolineato come sia necessaria una riforma organica, di tutto il sistema, e non solo della sola Irpef".

Rispetto al totale delle entrate dirette, "pari a 252.572 milioni, l'incidenza del gettito dell'Irpef è pari al 74,2% con 187.436 milioni. L'ires è pari al 13,3% con 33.564 milioni. Le altre imposte sono pari al 12,5%. Il nostro sistema si basa per il 56,6% su imposte dirette e per il 43,4% su imposte indirette e altre imposte. È utile fare una ulteriore precisazione nel mondo Irpef, puntualizzando come le ritenute per lavoro dipendente nel settore pubblico siano pari a 76.021 milioni di euro e quelle relative al settore privato a 81.425 milioni di euro. Pertanto, il lavoro subordinato versa l'82% dell'Irpef totale. Ai fini di una prossima riforma è anche da puntualizzare che le entrate da iva sono pari a 136.863 milioni e rappresentando il 62% delle entrate indirette".

"Dallo studio della fondazione Dino Agostini sull'Irpef – ha dichiarato il presidente della fondazione Giovanni Bolzoni – si evince come le curve dell'Irpef crescano velocemente anche al netto delle detrazioni d'imposta. Solo verso redditi pari a 48.000 euro si stabilizzano con una crescita minore e con aliquote marginali Irpef già del 30%. dette curve vengono mitigate dall'area no tax e dall'azione delle detrazioni che sono pari a 42 milioni di euro e al 62,30% del totale delle detrazioni con una spesa complessiva pari a 69 milioni nell'esercizio 2017".

"Un secondo aspetto – precisa – riguarda le partite Iva che nel 2018 erano 3.683.842, si stimano chiusure per circa 300.000 unità. Di dette partite Iva, solo il 28,20% ha optato per regimi forfetario o di vantaggio. L'utilizzo così modesto della flat tax da parte dei contribuenti è dato dai limiti dimensionali dei volumi d'affari e dalla non deducibilità o detraibilità degli oneri, salvo che per i contributi previdenziali. Con una diminuzione del gettito dovuto alla pandemia si registra, un aumento della pressione fiscale dal 42,40 al 43,10 (dati Istat)".

"Da questa analisi – ha concluso il presidente dell'Ancot Celestino Bottoni – si evince chiaramente che per agevolare la ripresa economica c'è assoluto bisogno di un minor carico fiscale e di una vera semplificazione amministrativa. In questo modo il sistema economico italiano recupererebbe nel breve periodo quella competitività che costituisce un elemento fondamentale non solo per sostenere le imprese e i professionisti italiani, ma permetterebbe anche di attirare investimenti dall'estero".