Andrea Crisanti: "Il mio piano sui tamponi ignorato. L'aumento dei test un pannicello caldo"

Adele Sarno
·Social media editor, L'Huffington Post
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Dr Andrea Crisanti poses in London, Britain September 14, 2018. Picture taken September 14, 2018. Federica Bernardini/Handout via REUTERS   THIS IMAGE HAS BEEN SUPPLIED BY A THIRD PARTY. (Photo: Handout . / Reuters)
Dr Andrea Crisanti poses in London, Britain September 14, 2018. Picture taken September 14, 2018. Federica Bernardini/Handout via REUTERS THIS IMAGE HAS BEEN SUPPLIED BY A THIRD PARTY. (Photo: Handout . / Reuters)

“L’aumento dei test di questi giorni è un pannicello caldo. Volevo triplicarli, nessuno si è fatto vivo”. Il microbiologo Crisanti dichiara a Repubblica: “Il mio piano sui tamponi ignorato. Mesi buttati e ora piangiamo”.

Professore, ieri c’è stato un numero record di tamponi: oltre 125mila, 25mila in più rispetto al giorno prima. Sono sufficienti per intercettare e contenere il virus?
«Venticinquemila in più? Sono acqua fresca. O una pezza calda, se preferisce. Io ne suggerivo 3-400 mila al giorno».

Crisanti lamenta il fallimento del suo piano:

“L’ho consegnato al ministro Federico D’Incà e al viceministro Pierpaolo Sileri che lo hanno sottoposto al Cts. Poi non ne ho saputo più nulla. (:..) Lo dico contro me stesso: forse ad agosto eravamo già in ritardo e ora ne paghiamo le conseguenze. Abbiamo perso 4 mesi preziosi. L’aver pensato che era tutto finito perché avevamo 100 casi al giorno è stata un’illusione e nel frattempo non s’è fatto nulla. Abbiamo speso miliardi per il bonus bici e i banchi, invece di investirli per creare un sistema sanitario di sorveglianza che ci avrebbe messo in sicurezza”

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Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.