Andrea Crisanti sul vaiolo delle scimmie: "Nell'uomo ha bassa trasmissibilità"

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Il microbiologo dell’Università di Padova, Andrea Crisanti, ha detto la sua sul Monkeypox, il vaiolo delle scimmie che ha messo in allerta negli ultimi giorni le autorità sanitarie di tutto il mondo, dopo che ne sono stati scoperti diversi casi.

Vaiolo delle scimmie, parola ad Andrea Crisanti: “Non è una malattia nuova”

Secondo il microbiologo Andrea Crisanti, intervenuto all’AGI per parlare proprio del vaiolo delle scimmie, la comunicazione fatta in questi su questa specifica malattia non è stata certamente delle migliori perché ha contribuito a creare ansie e paure inutili: Non è una malattia nuova e chi la presenta così racconta una bufala clamorosa: è endemica in Congo, abbiamo avuto un cluster nel 2003 negli Stati Uniti e in Sudamerica ci sono stati diversi casi negli anni scorsi.”

I casi in tutta Europa: non è una malattia nuova

Crisanti ci tiene a specificare che il Monkeypox non è certo stato scoperto in queste settimane e, anzi, i primi casi accertati risalgono addirittura a fine anni ’50. Inoltre, la trasmissibilità nell’uomo non è così elevata: “Ci si infetta se si va in contatto con i fluidi corporei di persone infette, ma ha bassa trasmissibilità nell’uomo. Ci sono stati casi secondari in Europa, sicuramente animali come i roditori e gli scoiattoli sono via di trasmissione, ma esistono farmaci per trattarla e un vaccino. L’unica cosa anomala al momento è l’elevato numero di casi Inghilterra e in Spagna.”

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