Andrea Marcucci, criptorenziano o protodemocratico? "Ho la mia identità"

Carlo Renda
·Vicedirettore HuffPost
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(Photo: Stefano Montesi - Corbis via Getty Images)
(Photo: Stefano Montesi - Corbis via Getty Images)

“Non sono a favore di un rimpasto come si dice voglia Renzi. Non sono renziano, ho la mia identità. Peraltro non condivido affatto la posizione di Renzi sul Dpcm”. Il senatore Andrea Marcucci, capogruppo del Pd a Palazzo Madama, precisa in un’intervista a Repubblica il suo pensiero, dopo le polemiche che hanno riguardato una sua dichiarazione interpretata come la richiesta di un rimpasto di Governo, corretta in corsa dalla segreteria del partito.

Marcucci chiede “un chiarimento politico per garantire forza al governo” per “non andare con un equipaggio incerto e criticato in balia delle onde”. Quindi, ribadisce, “occorre una guida sicura, una maggioranza forte e coesa che dia all’esecutivo le basi di autorevolezza sia nei confronti del Paese che della comunità internazionale e finanziaria”.

Il senatore dem era già stato protagonista un paio di giorni prima di una dichiarazione sul “comitato di salute pubblica” che aveva visto nuovamente i vertici impegnati a correggere il tiro. “Ho chiesto a Conte di farsi carico lui di queste questioni con un maggiore coinvolgimento parlamentare a partire dalla legge di Bilancio. Invece che continuare ad ascoltare il chiacchiericcio sul rimpasto, ci dica cosa pensa” anche perché, sottolinea, “degli errori di valutazione sulla scuola sono stati fatti. Però a noi oggi spetta affrontare i problemi. Gli errori li giudicheranno gli elettori. Noi abbiamo bisogno di ministri autorevoli che lavorino collegialmente, che abbiano una maggioranza solida alle spalle in una collaborazione stretta con il Parlamento, dove va aperto un tavolo con le opposizioni. Sia Conte a valutare se i ministri sono o meno adeguati”, conclude Marcucci.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.