Angelo Pezzana, l'avventura del "Fuori!" e l'instancabile difesa dei diritti di tutti

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E’ in arrivo un volume che ripropone la ristampa dei primi tredici numeri del FUORI!, la rivista dell’omonimo gruppo per la liberazione omosessuale che un pugno di coraggiosi progettò e realizzò a Torino proprio cinquant’anni fa.

Io ricordo benissimo che molti di noi, progressisti, aperti, moderni, assistevano alle imprese del FUORI! con un misto di incredulità, scetticismo, saccenteria, come se in quel movimento e su quelle pagine ci si baloccasse con questioni marginali o irrilevanti: volete mettere con la serietà della lotta di classe, delle strutture economiche, della politica onnipotente? E capimmo solo tardivamente il valore dirompente della fondazione del FUORI!, dell’esortazione all’uscire allo scoperto, del non vergognarsi più del proprio orientamento sessuale.

Personalmente sono stato aiutato a capirlo da uno dei fondatori del FUORI!: Angelo Pezzana, che non ha mai indebolito la sua battaglia per i diritti umani. Un uomo coerente come ce ne sono pochi. Meravigliosa la sua libreria, la Luxemburg di Torino, dove non c’è volume che Pezzana non conosca, che non sappia consigliare, che non sappia rintracciare. Fondamentale anche l’impegno che Pezzana profonde a favore della democrazia israeliana, contro la disinformazione, i pregiudizi, le menzogne, la falsa coscienza di un antisionismo sempre più contiguo all’antisemitismo spudorato. Pezzana, per riluttanza caratteriale e anche intransigenza culturale, non ha mai voluto fare un monumento a sé stesso, al coraggio con cui ha aperto la strada al riconoscimento pubblico dell’omosessualità, al tempo nascosta e vissuta nell’ombra. Ma FUORI! ed è nata un’altra storia. Più civile.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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