Anguilla a rischio estinzione, Lombardia avvia percorso di tutela

Red
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Milano, 19 apr. (askanews) - Con la sottoscrizione di un accordo tra la Regione Lombardia, ente capofila, e altri otto partecipanti, ha preso avvio il Progetto 'Life19 nat / it / 000851 - lifeel' riguardante le misure urgenti nel Mediterraneo orientale per la conservazione a lungo termine dell'anguilla, dichiarata a rischio di estinzione. Il partenariato comprende Regione Emilia-Romagna, il Parco Lombardo della Valle del Ticino, il Parco Regionale Veneto del Delta del Po, l'Ente Parco del Delta del Po dell'Emilia-Romagna, l'Università di Bologna, l'Università di Ferrara, G.r.a.i.a. srl - Gestione e Ricerca Ambientale Ittica Acque e l'Istituto Ricerca Ittica 'Demeter' (Grecia). Il progetto ha un valore di oltre 5 milioni di euro, finanziato per il 50% dalla Ue, con la compartecipazione di co-finanziatori esterni (Fondazione Cariplo, Enel Green Power, Canton Ticino, e Associazione Italiana Pesca Sportiva e Ricreativa).

"Un progetto quadriennale che mira a tutelare l'anguilla europea, specie in estinzione in Italia e nel suo intero areale - ha scritto in una nota Fabio Rolfi, assessore regionale lombardo all'Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi - con un decremento dello stock dagli anni Ottanta del 99%. L'anguilla è inserita nelle liste internazionali come specie a elevato rischio di estinzione ed è oggetto di un regolamento della Comunità Europea. La Regione Lombardia scende in campo per tutelare la biodiversità e la conservazione della specie". "Una rete istituzionale ampia e di alto profilo - ha aggiunto Rolfi - per rendere concrete azioni di tutela delle popolazioni di anguilla del bacino del Po in Italia e dell'Est Macedonia e Tracia in Grecia, e azioni di governance in Italia e in Grecia".

Nello specifico, gli obiettivi principali sono la tutela della migrazione verso il Mar dei Sargassi degli esemplari adulti che assicurano il maggior successo riproduttivo e la realizzazione di un programma di riproduzione e allevamento in cattività, con lo scopo di produrre giovani da rilasciare in natura. Si procederà poi a deframmentare l'habitat fluviale e ripristinare l'accesso ad aree vocate per la specie, per favorire la mobilità di giovani e adulti nella rete idrografica. "Vogliamo ridurre - ha concluso Rolfi - l'impatto delle turbine degli impianti idroelettrici sulle anguille in discesa nei corsi d'acqua, mediante un sistema di barriera fotoelettrica e linee guida per i produttori idroelettrici". Il progetto prevede la pianificazione di azioni di conservazione con la redazione di un Piano di deframmentazione del bacino idrografico padano, specifico per l'anguilla.