Anim Aps scrive a Draghi: creare dipartimento per italiani estero

Red
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Image from askanews web site
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Roma, 23 mar. (askanews) - L'associazione Nazionale Italiani nel mondo Anim Aps ha scritto una lettera ettera al Governo Draghi. È tempo, dice il testo citato dal webgiornale della comunità italiana in Germania, di creare un Dipartimento per gli Italiani all'estero

Come Associazione Nazionale Italiani nel Mondo 'ANIM APS', vi scriviamo per ricordarvi che esiste un'Italia che ha dato lustro e prestigio al paese nel mondo, esistono, infatti, circa 60 milioni di oriundi italiani nel mondo di cui ancora, 5 milioni con passaporto italiano. Agli italiani altrove dobbiamo gratitudine e rispetto, lo devono il Parlamento e il Governo innanzitutto. Lo dobbiamo tutti. Anche noi residenti in Italia, soprattutto in un momento in cui bisogna andare avanti per dare il buon esempio e non affondare. Vediamo da anni cambiare i Governi mentre le nostre vite di Italiani dentro e fuori dell'Italia restano impantanate in leggi poco chiare o insufficienti a prestare la giusta tutela.

Caro Presidente del Consiglio, cari rappresentanti del nuovo Governo, al fine di valutare l'opportunità di dare ai nostri connazionali residenti in ogni angolo del mondo la giusta collocazione e il giusto riconoscimento che essi meritano riproponiamo un progetto che avevamo ufficializzato come Associazione Nazionale nel Mondo nella primavera del 2019, attraverso i media. Sono passati parecchi mesi da allora, e il nostro progetto, pur non essendo stato mai preso in esame per la discussione in Aula, resta valido. Oggi più che per il passato.

Il nostro progetto è di ampio respiro ed evidenzia quattro enunciati sostanziali, concreti e irrinunciabili:

1-valorizzazione dell'informazione on line socio/politica diretta ai Connazionali all'estero.

2-rapporto vincolante con gli Organismi Ufficiali dello Stato Italiano.

3-migliore tutela e assistenza fiscale per i redditi maturati in Patria.

4-sostegno economico/sociale per i Connazionali che rientrano, definitivamente, in Patria ossia consentire una corsia preferenziale per il lavoro.

Il tutto inserito in un nuovo Dipartimento per gli Italiani all'Estero (DIE) operativo presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri.Il nostro progetto, però, non è stato mai esaminato. Sul programma è calata una sorta d'oblio del quale non siamo riusciti a comprendere le ragioni.

Ebbene noi vorremmo evidenziare il disinteresse delle forze politiche, nella generalità, nei confronti dei Connazionali stabilmente fuori della Penisola. Perché i conti non tornano. A dispetto di tante promesse, il loro "peso" elettorale conta poco. Tuttavia, gli italiani nel mondo, con diritto di voto, sono oltre cinque milioni. Una "forza" politica che, se fosse meno dispersa, potrebbe influire tangibilmente sulla governabilità d'Italia. Con una seria modifica della legge elettorale, chi vive oltre confine potrebbe essere votante autonomo dai partiti nazionali. Nonostante qualche presa di posizione, con la quale sono state condivise alcune nostre tesi, non c'è stata conseguenza concreta.

Presa in esame la nostra attuale situazione politica, gli italiani nel mondo potrebbero rappresentare un arricchimento a vantaggio della democrazia nazionale. Se sono, come sembra, le istituzioni a funzionare a scartamento ridotto, si provveda. Noi abbiamo proposto un Dipartimento per gli Italiani all'Estero (DIE). Il problema non è più quello di inserire l'Emigrato nel tessuto socio/politico del Paese nel quale vive ma, semmai, estendere questo tessuto in Patria.

Anche se la nostra Emigrazione ha cambiato volto, resta ancora con specifici problemi che nessuno ha provato, in concreto, a risolvere; neppure i Parlamentari eletti nella Circoscrizione Estero. Con questa premessa, giacché con la confusione dei ruoli non ci si può confrontare, riformuliamo una proposta potenzialmente valida per tutti.

Torniamo a prospettare l'istituzione del DIE (Dipartimento per gli Italiani all'Estero) al servizio di chi, cittadino italiano, vive e lavora lontano dalla Penisola. La struttura che ravvisiamo dovrebbe avere una sua posizione organizzata e originale. Una sorta di struttura attivata da referenti alla Presidenza del Consiglio dei Ministri.