Ankara progetta nuove rappresaglie contro i curdi di Siria

La rappresaglia turca contro i curdi è ancora in fase di manovra e i militanti pro Ankara sono in attesa di ulteriori incursioni visto che la Turchia segnala di voler lanciare presto un'offensiva di terra contro le forze curde interne alla Siria. Rivogendosi ai suoi sostenitori, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha detto di essere pronto a ordinare alle sue forze di attraversare il confine per proseguire l'azione degli attacchi aerei dello scorso fine settimana. Con tono minaccioso si è rivolto così alla folla : "Abbiamo sorvolato i terroristi per alcuni giorni con i nostri aerei e i droni. Se Dio vuole, li elimineremo presto tutti con carri armati, artiglieria e soldati, sappiatelo!"

La logica della rappresaglia avversata da Russia e USA

Gli attacchi aerei di domenica contro le posizioni curde hanno fatto seguito alla bomba della scorsa settimana nella zona dello shopping di Istanbul, sanguinoso attentato che la Turchia attribuisce ai militanti curdi. La Russia, che ha discolato truppe in Siria a sostegno del regime del presidente Assad, chiede moderazione. Lo fa tramite il portavice del Cremlino Dmitry Peskov che parla di rischio di una eccessiva destabilizzazione della regione. Anche gli Stati Uniti, che appoggiano i combattenti curdi nella battaglia con lo Stato islamico, hanno esortato la Turchia a cessare il fuoco. Ma Ankara è irritata dal sostegno di Washington a quella che considera un'organizzazione terroristica che minaccia sempre il territorio metropolitano turco.

Si sono svolti intanto in Siria i funerali di coloro che sono stati uccisi dai bombardamenti di Ankara. Negli attacchi turchi sono morte decine di persone, civili inclusi. La Turchia aveva lanciato domenica l'operazione Claw-Sword, colpendo obiettivi dei militanti curdi nel nord dell'Iraq e in Siria.