Anm al Governo: "Riforma giustizia in parte irricevibile, riaprire confronto"

Federica Olivo
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Il governo è cambiato, ma le richieste dei magistrati in tema di giustizia restano le stesse. Prima tra tutti, rivedere alcuni aspetti della riforma ipotizzata prima dell’estate da Alfonso Bonafede. Due in particolare i punti sui quali i magistrati sono in disaccordo con il Guardasigilli: il sistema del sorteggio per l’elezione dei membri del Csm e le disposizioni, definite “semplicistiche” in un documento approvato a luglio, sulla riduzione dei tempi del processo penale.

Si tratta di profili che il presidente dell’Anm Luca Poniz ha definito “irricevibili” in apertura della riunione del parlamentino del sindacato dei magistrati, che torna a vedersi oggi, 13 settembre, in attesa dell’assemblea generale di domani.

Sono passati pochi mesi dall’esplosione del “caso Palamara”, quel terremoto che - partito dall’indagine per corruzione nei confronti del pm romano accusato di aver contribuito a creare un sistema che aveva come obiettivo quello di pilotare le nomine delle procure rimaste vacanti - ha scosso il potere giudiziario italiano costringendo tutti i magistrati a fermarsi, fare autocritica, e riflettere sulle degenerazioni nelle quali rischiavano di precipitare. 

Le toghe tornano a confrontarsi sul tema per uscire da quella che il vertice dell’Anm, nel suo discorso di insediamento, ha definito “la notte della magistratura”. Ma, al contempo, ribadiscono la necessità di cambiare, almeno in parte, il ddl Bonafede. E di riaprire il confronto tra il ministro e le toghe. “Non spetta a noi giudicare la crisi di governo - ha detto Poniz - ma ci interessa sapere quali saranno i passi sui temi della Giustizia”. Sulla riforma ha aggiunto: “Abbiamo illustrato le nostre proposte, e respinto alcune con fermezza: manterremo ferma questa linea politica”, aggiungendo che ”è intuibile” che, dato il cambio di governo, qualcosa sarà modificato. Giuliano Caputo, il segretario del sindacato delle toghe, ha precisato: ”È cambiata la...

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