Anm: no commistione tra magistratura e politica, è un'insidia -2-

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Roma, 30 nov. (askanews) - Ma - ha continuato il segretario generale dell'Anm - "ancora più allarmante è il profilo dei rapporti impropri, di carattere extraistituzionale, con esponenti politici".

Oggetto di una delle sessioni del Congresso è proprio la separazione dei poteri, perché "siamo nettamente contrari, e non nell'interesse dei magistrati ma per la tutela degli equilibri democratici, a modifiche costituzionali che incidano, travolgendolo, su quel fondamentale principio". Quindi "il confronto con la politica deve essere costante, è necessario reciproco rispetto, ma deve avvenire nelle forme previste dalla Costituzione, con una trasparente interlocuzione istituzionale nei luoghi a ciò deputati e all'interno del Csm".

"Ogni impropria commistione tra magistratura e politica, ogni interlocuzione o confronto al di fuori dei canali istituzionali, rappresenta un'insidia per la tenuta effettiva del principio fondamen1tale della separazione dei poteri", ha avvertito Caputo.

"La vicenda di Perugia ha, inoltre - ha aggiunto il segretario genetale dell'Anm - rivelato l'attenzione della politica sulle Procure e il parossistico interessamento per la nomina dei Procuratori della Repubblica, imponendo necessariamente una riflessione sul tema centrale della gerarchizzazione degli uffici del Pubblico ministero e la conseguente errata percezione che un Procuratore gradito possa influire in qualche modo sull'esercizio dell'azione penale e sulle stesse indagini (o sui processi) in corso".

Infine "le intercettazioni ci hanno consegnato un impietoso quadro di quella che sembra un'inarrestabile deriva verso il carrierismo, inteso quale incontrollabile, e talvolta spregiudicata, tendenza a conseguire incarichi di vario tipo (soprattutto fuori ruolo, con una evidente fuga dalla giurisdizione) o ad intendere lo svolgimento della funzione giurisdizionale come strumentale all'ottenimento della nomina a posti direttivi o semidirettivi".

"Si tratta - ha ricordato Caputo - di ambizioni, purtroppo talvolta coltivate fin dai primi passi mossi in magistratura, che comportano lo smarrimento del senso profondo dell'esercizio quotidiano della giurisdizione, dell'essere chiamati a svolgere un compito fondamentale per la stessa vita democratica del paese, del farsi carico di un altissimo servizio nell'interesse della collettività".(Segue)