Anm: su vicenda Berlusconi plotoni d'informazione

Cro/Ska

Roma, 30 giu. (askanews) - Articoli di stampa e servizi televisivi hanno oggi fornito all'opinione pubblica una ricostruzione della vicenda processuale - sfociata nella condanna dell'allora Senatore Berlusconi - basata su gravi e plurime distorsioni di dati di fatto, oltre che sull'utilizzo della registrazione delle presunte dichiarazioni di un ex magistrato, nel frattempo deceduto. Cos in una nota la Giunta Esecutiva Centrale dell'Anm.

Si commenta da s un tale metodo, che trascina nella contesa politico- mediatica una persona che non potr smentire, precisare, spiegare tali pretese dichiarazioni, pur risultando il suo contributo processuale all'adozione della decisione e persino alla sua motivazione, da giudice esperto della materia oggetto del processo.

Ma non basta: alterando evidenti dati della realt (la prescrizione era imminente, dal che l'assegnazione del processo alla sezione feriale; la decisione fu unanime e sottoscritta anche dal giudice poi intervistato, come risulta dal comunicato della Corte), si attribuisce alla Corte di Cassazione ed alla Magistratura intera un preordinato disegno di persecuzione di un imputato, disegno coerente con ordini superiori, individuati da taluno, in modo del tutto arbitrario, nella regia di componenti del Csm.

Si tratta di affermazioni gravissime, che non soltanto attribuiscono gravi reati ai Giudici autori della Sentenza, ma attaccano violentemente ed irresponsabilmente la Suprema Corte di Cassazione, pilastro della giurisdizione della Repubblica, e l'intero Ordine Giudiziario, accreditato come gruppo che opera "fuori dalla legalit".

Inoltre, il parallelismo col cd. caso Palamara, che non ha evidenziato alcun uso strumentale della giurisdizione, bens il diverso fenomeno delle indebite interferenze della politica - parlamentare ed associativa - nell'attivit consiliare, del tutto improprio, e risponde alla logica di travolgere ogni vicenda processuale da una generica accusa di parzialit del giudice, sempre pi ricorrente in questi giorni proprio sulla base di analoghe, faziose operazioni mediatiche.

Esprimiamo profonda vicinanza ai colleghi della Corte di Cassazione e respingiamo con fermezza attacchi che, ben lontani dall'essere legittime critiche a decisioni giudiziarie, muovono da un evidente intento di delegittimazione della giurisdizione.