Anna Safroncik: artisti devono raccontare cosa succede in Ucraina

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Roma, 12 mag. (askanews) – Il cinema è tornato anche quest’anno a Sestri Levante per il Riviera International Film Festival: fino al 15 maggio si alterneranno proiezioni, masterclass, incontri aperti al pubblico. Due i concorsi principali del festival: uno con dieci pellicole di registi under 35 provenienti da tutto il mondo, e uno con dieci documentari sul tema della tutela dell’ambiente. Tra gli ospiti quest’anno c’è l’attrice di Kiev Anna Safroncik, che aveva debuttato con Verdone ed è stata protagonista di molte fiction, da “Carabinieri” a “Don Matteo” a “Le tre rose di Eva”. In questa occasione dialogherà con la regista ucraina Masha Kondalova, che al festival presenta il documentario “Inner Wars”, la storia di tre donne soldato al fronte contro i separatisti russi.

L’attrice racconta: “In questo momento nel mio Paese c’è una guerra, una guerra assolutamente inattesa e inaspettata da tutti. E’ importante che se ne parli. Io da quando è iniziata cerco di incentivare tutti i miei colleghi, registi, sceneggiatori, attori, a scrivere questa storia, scrivere che le persone non vogliono la guerra. Io mi sento cittadina del mondo, mi sento ucraina quanto mi sento russa quanto mi sento italiana. Tante persone, ma davvero tante persone del mio Paese sono come me”.

A proposito del ruolo donne, in questo momento, nel suo Paese, l’attrice dice: “Le donne ucraine sono combattive, hanno un carattere così forte, un’anima così orgogliosa. Le donne ucraine non si piegano, si possono spezzare per poi rialzarsi ma non si piegano”.

Anna ha appena finito di girare un cortometraggio, “L’estate di Virna”, di Alessandro Zizzo, ma ha anche contribuito a creare un’associazione che si chiama “Uniti per Ucraina”, che porta medicinali e apparecchiature negli ospedali del suo Paese. E alla domanda quale possa essere oggi il contributo degli artisti, risponde: “Io appartengo a una famiglia di artisti, mio padre tenore lirico, mia madre ballerina classica, i miei nonni facevano parte del mondo della danza, mio nonno, Gregory Chapkis, era uno dei ballerini più importanti dell’Ucraina. Addirittura Cicerone aveva detto “Inter arma silente musae”, che significa che durante la guerra l’intelletto muore, durante la guerra la creatività non riesce ad evolvere l’essere umano. Gli artisti sono fondamentali, perché devono cantare il dolore delle persone, lo devono far sentire. E devono raccontare questa storia perché quello che l’essere umano rappresenta è la propria cultura, è la propria emozione, è quello che noi lasceremo ai posteri. Quindi noi artisti siamo la storia di oggi. Raccontiamola”.

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