Anna Teresa Palamara (Iss): "Se non lo fermiamo, il virus muta"

·2 minuto per la lettura
Coronavirus. (Photo: Leontura via Getty Images)
Coronavirus. (Photo: Leontura via Getty Images)

Il monitoraggio dell’indice di contagio indica un Rt vicino alla soglia di guardia 1, in aumento. Per Anna Teresa Palamara, direttore del Dipartimento malattie infettive dell’Iss dobbiamo stare in allerta, non in allarme: “Sicuramente la crescita dei contagi c’è e per questo dobbiamo correre a vaccinarci e non abbassare la guardia”, dice alla Stampa. I quattro milioni e mezzo di italiani da 60 anni in su ancora non vaccinati o coperti da una sola dose rischiano di ammalarsi anche molto seriamente: “C’è un numero importante di over 60 che sembra recalcitrante a fare il richiamo. Dobbiamo fargli capire che così rischiano di vanificare quanto fatto con la prima somministrazione” sottolinea.

La microbiologa si augura che non si arrivi ai 50 mila contagi della Gran Bretagna. “Dipenderà - sottolinea - sia dai progressi nella campagna vaccinale che dai nostri comportamenti non far salire troppo la curva dei contagi”. Per quanto riguarda l’incremento di ricoveri e decessi non c’è da attendersi “la situazione drammatica che abbiamo vissuto lo scorso anno e questa primavera perché i vaccini di fatto ci stanno proteggendo”. Anche se con una sola dose “la protezione si riduce”.

Non ci sono “ancora dati consolidati sulla patogenicità della Delta - spiega ancora -. Ma sappiamo che continuando a circolare il virus accumulerà mutazioni, per cui non possiamo essere tranquilli”. Si stanno facendo “degli sforzi enormi sul territorio, sia attraverso l’attività di testing che rispetto alla capacità di monitorare e individuare nuove varianti”. E secondo il bollettino del centro Europeo per il controllo delle malattie, “ora siamo tra i Paesi europei che con maggior precisione sono in grado di individuare nuove varianti”.
Rispetto alle scuole “la riapertura in presenza è una priorità assoluta. Per farlo in sicurezza, i ragazzi dai 12 ai 19 anni devono vaccinarsi, non basta immunizzare il personale”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

Il nostro obiettivo è creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano entrare in contatto per condividere interessi e passioni. Per migliorare l’esperienza della nostra community, sospendiamo temporaneamente i commenti sugli articoli