Annamaria Testa: "L'infodemia è un pericolo della pandemia. Troppe voci, fake news e teorie complottiste"

Marzia Papagna
·Digital Media e wedding blogger
·2 minuto per la lettura
Annamaria Testa (Photo: Annamaria Testa)
Annamaria Testa (Photo: Annamaria Testa)

La pubblicità ai tempi del Covid. Campagne antipandemiche che dividono le opinioni del web tra chi le considera semplicemente geniali e chi invece mette in discussione le scelte fatte in un momento così delicato. Tra i più recenti l’invito a restare a casa da parte del ministero della salute francese che mostra un epilogo abbastanza drammatico, e lo spot del governo tedesco che punta invece sulla pigrizia dei più giovani per vincere la crisi. Senza andare troppo lontano, nella primissima fase del lockdown, sugli schermi delle tv delle case italiane durante l’habitué piccolo spazio pubblicità sventolavano bandiere tricolore con l’indimenticabile colonna sonora degli applausi dai balconi, e il messaggio che ha fatto il giro del mondo: resta a casa, insieme ce la faremo. Per capire a fondo il ruolo della pubblicità in una fase così particolare e provare a riflettere sul ruolo che questa può avere per combatterla, abbiamo fatto alcune domande ad Annamaria Testa, esperta di comunicazione e creatività. Il suo ultimo libro è “Il coltellino svizzero” (Garzanti), che parla proprio di comunicazione, relazioni, informazione.

Come si può valutare uno spot durante la pandemia?

“Quando vogliamo valutare uno spot, e vogliamo farlo non solo in maniera emotiva, dobbiamo porci due domande: qual è l’entità che commissiona lo spot? A quale pubblico specifico è rivolto lo spot? In comunicazione, il senso di un messaggio cambia in relazione al contesto: chi propone quel messaggio, quali sono i destinatari, qual è la situazione. Nel caso della pandemia, dobbiamo fare da subito una grande distinzione tra messaggi che provengono dalle istituzioni e messaggi che provengono dalle imprese. Le istituzioni devono persuadere i cittadini ad attivare comportamenti virtuosi, mentre alle imprese non resta che parlare di emozioni, vicinanza, co...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.