Anniversario morte di Alda Merini, Milano le dedica ponte sul Naviglio

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Nell’anniversario della sua morte, il comune di Milano ha deciso di intitolare ad Alda Merini il ponte sul Naviglio Grande posto proprio di fronte alla sua abitazione in Ripa di Porta Ticinese 47. L’intitolazione è avvenuta in occasione della decima ricorrenza dalla scomparsa della poetessa, morta il primo novembre del 2009, in ottemperanza alla normativa italiana che prevede un tempo minimo di dieci anni per poter intitolare una via, una piazza (o in questo caso un ponte) ad una persona.

Anniversario della morte di Alda Merini

Il ponte è peraltro quello che Alda Merini attraversava pressoché tutte le mattine durante le sue lunghe passeggiate nella zona dei Navigli, sempre con in mano una penna e sotto braccio decine di fogli volanti in modo da poter catturare in ogni momento un suono, una parola, una frase giusta per una sua poesia. Si può dire che Alda Merini fosse negli ultimi anni divenuta un simbolo stesso di Milano, un’icona al pari del Duomo e della Scala proprio per la familiarità con cui i passanti ormai la incrociavano lungo le strade o nei bar, intenta ad appuntarsi qualche verso tra una sigaretta e l’altra.

Un legame così forte con la città che alla sua morte il comune decise di allestire una riproduzione della sua abitazione da utilizzare come casa-museo. Operazione per la quale è stato utilizzato un locale nella vicina via Magolfa, non essendo purtroppo disponibile la sua reale residenza in Ripa di Porta Ticinese. La cerimonia ufficiale di intitolazione avverrà il prossimo 6 novembre, alla presenza dell’assessore alla Cultura del comune di Milano Filippo del Corno.

Le parole di Sergio Mattarella

Nel commemorare la poetessa nel decimo anniversario della scomparsa, il Presidente Sergio Mattarella le ha voluto dedicare le seguenti parole: “Grazie alla sua acuta sensibilità e a un’originale forza poetica, Alda Merini è riuscita a conquistare un posto di rilievo nella nostra letteratura contemporanea e, a dieci anni di distanza dalla scomparsa, quella voce di donna ‘indocile’ risuona ancora viva, spingendo chi si accosta ai suoi versi ad indagare ancora gioie e dolori, speranze e fatiche dell’esistenza”.